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OsservatoRiOlimpico - Questi Giochi Olimpici saranno un successo se...di Antonio Saccone

07. 08. 2016 10:06


I mega eventi sportivi non sono solo mega eventi sportivi. Ma eventi che coinvolgono milioni di persone e svariate organizzazioni ed enti, che agiscono a diversi livelli (locale, nazionale, internazionale) perseguendo finalità sportive, politiche, economiche, informative o sociali.

 


E' difficile valutarne l'impatto, in particolare nella complessa e globale società contemporanea. Specialmente se non si è sul posto. Ma quali sono le impressioni che giungono da Rio? “Questi Giochi Olimpici – esordisce il dottor Simon Ličen, esperto di sport, media e comunicazione nonché ricercatore presso la Washington State University - saranno sicuramente un successo dal punto di vista sportivo, visto che lo sport in generale, e i Giochi in particolare, offrono alle nazioni e agli atleti svariate possibilità di valutare la propria partecipazione. Qualche nazione vincerà la prima medaglia olimpica - per esempio le isole Fiji e/o la Samoa potrebbero vincere una medaglia nel rugby, l'esordiente Kosovo forse nel judo - altre invece vinceranno più medaglie rispetto alle precedenti edizioni, altre otterranno risultati mai conseguiti prima”. Chi non vincerà sarà probabilmente deluso, ma sarà verosimilmente contento di aver partecipato, di averci provato, di aver vissuto un'esperienza unica, sia sul piano sportivo, che personale.

 

 

 

 

Spostandoci sul versante organizzativo, questi Giochi saranno un successo se... “...Riusciranno a concludersi regolarmente – afferma  Ličen - senza disguidi catastrofici. Gli organizzatori sembrano in ritardo per quanto riguarda i preparativi: a occhio direi che servirebbero ancora almeno sei mesi. Questo non vuol dire che le condizioni siano catastrofiche, ma semplicemente che gli organizzatori sono stati costretti a chiudere i preparativi in fretta e furia. Ragion per cui – prosegue Ličen - non credo che Rio2016 sarà un successo dal punto di vista economico. La costruzione di una serie di infrastrutture, come gli impianti o il villaggio olimpico, ha subito ritardi: nonostante le aziende e i lavoratori abbiano dovuto fare gli straordinari, si è dovuti ricorrere a soluzioni provvisorie. Che però andranno risolte, richiedendo nuovi investimenti per completare le opere. Per esempio, se una maniglia installata in un appartamento del villaggio olimpico è scadente, bisognerà sostituirla prima di poter riconvertire lo stabilimento e venderlo sul mercato. E se poi non saranno solo le maniglie ad essere scadenti nei 3500 appartamenti, i costi si moltiplicheranno. Inoltre ci sono i costi di manutenzione degli impianti sportivi: lo stadio di Brasilia, costruito per i mondiali di calcio del 2014, viene usato come autorimessa. La Arena da Amazônia di Manaus, costato 200 milioni di Euro, adesso ospita partite di quarta divisione. Non credo che al Brasile servano nuove cattedrali nel deserto”.

 

Qual è il lato positivo dei Giochi Olimpici?  Ličen: “C’è sicuramente molto di buono: per esempio la possibilità di vedere e conoscere atleti provenienti da tutto il mondo, molti dei quali hanno alle proprie spalle delle storie personali che meritano di essere raccontate. Per esempio la nuotatrice Yusra Mardini, che ha esordito ieri, è dovuta scappare dalla guerra in Siria ed ha trascinato a nuoto, assieme alla sorella, il barcone con venti rifugiati fino a riva, dopo che il motore si era guastato. Non credo che Yusra vincerà una medaglia, ma aver salvato la vita di venti persone è un risultato ben più importante. Purtroppo, Samia Omar non ha avuto la fortuna di Yusra: l'atleta sudanese e’ morta annegata nel Mar Mediterraneo nel 2012 mentre cercava di fuggire dal gruppo terroristico al-Shabaab. Aveva 21 anni. Ecco, i Giochi saranno un successo se spingeranno gli spettatori a riflettere su queste storie straordinarie di persone comuni”.

 

In una società dove crescono sia la sedentarietà (al di là dell'aumento di vari fattori di rischio di morte, l'inattività fisica costa alle casse pubbliche 80 miliardi di Euro l'anno, solo per i membri dell'UE) che la diffidenza verso la diversità, la pratica sportiva può produrre benefici enormi, a vari livelli: pare lecito chiedersi se una macchina così grossa sia necessaria, se i benefici superino i costi. “Vari studi – conclude Ličen - dimostrano che i mega-eventi sportivi non influenzano molto la partecipazione sportiva nel paese ospitante. Inoltre, i costi organizzativi vengono spesso coperti con fondi pubblici che sarebbero stati adibiti all'attività sportiva di base o alla costruzione di infrastrutture sul territorio. Questo tipo di eventi rischiano dunque di rendere addirittura più difficile l’attività sportiva amatoriale. Per invertire la tendenza, non basta proclamare che questi Giochi sono organizzati nel segno del sostenibilità e piantare un po' di semi durante la cerimonia di apertura: bisogna essere coerenti e vivere queste idee. Giustamente, il pubblico brasiliano non è sembrato del tutto convinto".

 

Lo sport è un fattore umano, basato sulle emozioni, che può migliorare o peggiorare la vita delle persone, dei gruppi e delle comunità. Da un lato, si presta a diventare strumento di dialogo, di conoscenza, diventando un linguaggio universale capace di spiegare sia vari fenomeni sociali che atteggiamenti umani, in modo semplice, comprensibile e diretto. Allo stesso tempo, rimane un mezzo per riprodurre fenomeni sociali negativi, come la discriminazione, l'ingiustizia, l'ineguaglianza, lo sfruttamento.

 

Il successo di questi Giochi dipenderà da vari fattori. Di sicuro tutti noi possiamo contribuire, trasformandoli in un'ulteriore opportunità di riflettere sul mondo contemporaneo, di scoprire nuove discipline, nuovi paesi e nuove culture, imparando cose nuove e sviluppando nuove passioni. Potremo riflettere sul fatto che forse tutti gli atleti, gli allenatori, i tifosi di tutte le nazionalità e culture, pur parlando lingue diverse, durante gli eventi sportivi provano sensazioni sostanzialmente simili, che spaziano dalla felicità e soddisfazione (quando si vince, quando ci si esprime al massimo delle proprie possibilità, quando si centra un obiettivo) alla delusione e alla tristezza (quando si perde, quando il risultato non arriva). Sta a noi trasformare questi Giochi in uno stimolo alla pratica sportiva, a condividere le nostre passioni, ad aprirci al mondo e alla diversità. Sta a noi trasformare i buoni propositi in azioni di lungo periodo concrete. Buon divertimento, buona fortuna.