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Maggiori controlli anche via mare tra Slovenia, Italia e Croazia

19. 06. 2017 13:55


Le norme antiterrorismo arrivano anche in mare, in particolare nella nautica, con la stretta dell'Unione Europea sui confini, che ora impone un supplemento di burocrazia per i natanti diretti dall'Italia e dalla Slovenia verso la Croazia.

Rischierà delle multe salate, con importo fino a 350€, chi si dirigerà in barca (a vela o a motore) verso l'Adriatico orientale senza avere la documentazione richiesta in regola. Le nuove disposizioni dell'Unione Europea per la lotta al terrorismo prevedono infatti l'obbligo tassativo, ai diportisti sloveni ed italiani diretti in Croazia, di dichiarare alla polizia di frontiera l'espatrio prima di recarsi in viaggio via mare in Croazia. Dopo le code ai confini terrestri arriva quindi un'ulteriore supplemento di burocrazia per i viaggiatori che vorranno raggiungere l'Istria e la Dalmazia tramite natanti. L'obbligo di denunciare l'espatrio verso un paese extra-Schengen alle autorità competenti, in questo caso appunto alla polizia di frontiera, è sempre esistito, ma dal 15 marzo scorso la Ue ha approvato un nuovo regolamento antiterrorismo che prevede un controllo sistematico e non più a campione. La Croazia è infatti obbligata a scansionare i documenti di imbarcazione ed equipaggio ed inviarli a tre diverse banche dati: quella del Sistema Informativo Schengen, quella dell'Interpol e quelle nazionali, relative ai documenti persi o rubati.La paura ora è quella di un ennesimo colpo per il turismo in Croazia, soprattutto quello nautico, e non sono mancate le prime richieste alle istituzioni competenti di snellire la procedura, come già fatto anche in passato per altri adempimenti.

Davide Fifaco