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La CI di Pirano preoccupata per il futuro dell'UI

31. 01. 2018 22:12


Un’assemblea della Comunità di Pirano fuori dagli schemi. Ospite in apertura l’Onorevole Laura Garavini che ha presentato il suo programma elettorale in vista delle prossime elezioni politiche. A seguire Il Presidente della giunta esecutiva dell’Unione italiana Maurizio Tremul, invitato dalla Presidente Manuela Rojec, è intervenuto per parlare della situazione che si è venuta a creare all’interno dell’assemblea dell’Unione italiana, che preoccupa non poco anche i rappresentanti piranesi nell’assemblea, che temono una spaccatura tra Slovenia e Croazia.

 

 

di Barbara Costamagna

 


In apertura della prima assemblea annuale della Comunità degli italiani di Pirano ospite a sorpresa l’onorevole Laura Garavini, che accompagnata dal presidente della Giunta UI Maurizio Tremul e dal direttore dell’Università popolare di Trieste Fabrizio Somma ha incontrato i consiglieri del sodalizio piranese. La Garavini, che si ricandidata questa volta al Senato per il Pd, ha voluto portare la campagna elettorale anche tra le Comunità degli italiani in Slovenia per presentare il suo lavoro ed invitare al voto gli italiani all’estero, tra i quali negli ultimi anni si è registrata una certa disaffezione.

I lavori sono poi proseguiti e Maurizio Tremul, invitato a partecipare all’assemblea da Manuela Rojec ha riferito su che cosa sta accadendo alle riunioni dell’assemblea dell’Unione dove secondo la Rojec il clima sta diventando insopportabile. Tremul ha presentato quella che secondo lui è lo scontro in corso con alcuni personaggi del mondo minoritario, che si sta concentrando sulla revisione dello Statuto dell’Unione. Il Presidente della Giunta ha detto di non essere contrario a un cambiamento statutario a livello di principio ma secondo lui non ci si è posti il quesito fondamentale di quale è l’obiettivo che la minoranza vuole raggiungere. Tremul ha denunciato la volontà di modificare lo statuto ad personam, mettendo anche in discussione l’unitarietà della Comunità nazionale italiana, con proposte come tagli alle risorse per radio e tv Capodistria e la chiusura dell’ufficio dell’Unione italiana a Capodistria. La Rojec ha condiviso le preoccupazioni di Tremul, mettendo in risalto le spaccature che si stanno creando e il timore che le Comunità più piccole, come quelle in Slovenia, possano essere messe in disparte, concentrando il potere nelle tre realtà più grandi: Pola, Rovigno e Fiume. “È una battaglia tutta da fare”ha concluso Tremul, con “il rischio che tutta l’ex zona B venga tagliata fuori”. La Rojec ha quindi chiesto ai consiglieri di decidere insieme una linea da portare avanti nella prossima Assemblea.