Lo sottolinea in un commento sul Delo, Luka Lisjak Gabrijelčič, storico, redattore, ricercatore presso l’Università Centrale europea. Evidenziando il ruolo storico dell'emittente, rileva come Radio Capodistria rappresenti una preziosa finestra sul mondo, attraverso la trasmissione "Il Vaso di Pandora" cavallo di battaglia, ma anche tramite l'intero programma informativo e culturale della comunità nazionale italiana in Slovenia. "Il mantenere una distanza di sicurezza dalle lotte di interesse che deturpano lo spazio mediatico italiano, permette a Radio Capodistria", cosi Lisjak, "un approccio critico nei confronti degli eventi che avvengono nel vicino ovest, il che influisce positivamente sull'analisi politica, con una distanza empatica non riscontrabile in nessun altro media sloveno".

La cultura minoritaria vista come "ponte tra i popoli". Una frase sentita molteplici volte. Il programma italiano di Radio Capodistria è uno dei rari esempi di come si ricopra davvero questo ruolo e compito.
È con amarezza, che si assiste ad una tattica strisciante; ogni anno un taglio dei fondi a disposizione per metterlo al limite della sopravvivenza, niente di diverso da quanto succede con diversi media o organizzazioni culturali sloveni oltre confine. Qualche settimana fa al danno si è aggiunta la beffa; la direzione di RTV Slovenia che non nasconde il disprezzo nei confronti del lavoro svolto di quanti operano nel programma italiano, motivando i tagli finanziari, ha affermato che i programmi di Radio Capodistria non sono appetibili per il grande pubblico.
"Affermare una cosa del genere è ridicolo", rileva Lisjak, "l'emittente in questione è una piccola perla nell'universo dei media europei, un punto d'incontro culturale, nel quale si incrociano le più svariate prospettive".

Radio Capodistria ha un bacino di ascolto limitato, non avendo i mezzi necessari per esprimere il potenziale di cui indubbiamente dispone. La direzione di RTV Slovenia non si rende conto dei vantaggi offerti dalla realizzazione in Slovenia di un programma in lingua straniera, che in passato aveva ascoltatori in tutto il nord Italia e che ancora oggi copre gran parte dell'Istria croata e del Quarnero e informa sui fatti nazionali e internazionali da un'ottica diversa, ancorata nella realtà slovena". In conclusione Lisjak si chiede: "fino a quando avremo uno stato senza una visione culturale e una eccellenza culturale priva di sostegno dello stato stesso prima di scivolare su una strada senza ritorno"?

(red)

Foto: Radio Koper