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A Fiume va in scena "Cabaret D'Annunzio"

17. 03. 2017 09:01


Prima assoluta questa sera a Fiume del nuovo spettacolo del Dramma italiano: la commedia musicale "Cabaret D'Annunzio", di Francesco Sinisi, ironico racconto della vita monumentale del Poeta soldato, che alla citta' di Fiume ha legato, come si sa, un capitolo celebre della sua biografia (l'impresa di Fiume, appunto). Ideazione e regia sono di Gianpiero Borgia, mentre a interpretare il ruolo del Vate è l'attore Fabrizio Coniglio. Dopo il debutto di stasera, lo spettacolo  - allestito con il pugliese Teatro dei Borgia -  rimarrà in scena all' Ivan de Zajc fino al 22 marzo. In Istria è prevista al momento un'unica tappa, a Isola, il 24 marzo. 

 

 


Una pop star prima che esistesse il pop. Un personaggio sempre e consapevolmente sopra le righe. Innamorato di sé e del proprio talento. Un titano, certamente, nel bene e nel male. Gianpiero Borgia, regista pugliese alla sua seconda collaborazione con il Dramma italiano, così racconta Gabriele D'Annunzio, personaggio scomodo della storia e della cultura italiana del Novecento, figura imponente e controversa, e (va da sé) alquanto ingombrante nella città che fu teatro della sua ultima impresa, i 16 mesi della Reggenza del Carnaro.

Dell'esistenza assolutamente fuori dal comune dell'amante guerriero lo spettacolo ideato da Borgia ripercorre con ironia  alcuni episodi, dalla  mondanità della giovinezza romana  alla passione che lo legò a Elenora Duse all'impresa di Fiume  fino agli anni del tramonto a Gardone Riviera, in una rappresentazione che mescola musica e prosa, e che vuole allo stesso tempo divertire e far riflettere, "nel tentativo grandioso e impossibile - spiega il regista - che il teatro ha sempre sentito come proprio: cambiare se non il corso, almeno la lettura della Storia".

Aggiunge Borgia: "Devo dire che apprezzo moltissimo il coraggio con cui il Dramma italiano affronta questa operazione, perché chiaramente è completamente diverso fare lo spettacolo qui rispetto al farlo a Pescara o a Gardone, in altri luoghi simbolo del dannunzianesimo in Italia. Perché qui siamo in terra straniera, il Dramma italiano è il teatro della minoranza, una minoranza che sicuramente ha patito le conseguenze se non di ciò che ha fatto D'Annunzio, di ciò che hanno fatto i fascisti dopo D'Annunzio. Quindi è un gesto coraggioso. Ma io penso che il teatro - con il sorriso, con la capacità di intrattenimento  che confido il nostro spettacolo abbia - che il teatro debba porre problematiche. Non è il nostro mestiere risolverle".

 

Ornella Rossetto