Caso anti-bilinguismo a Scoffie. Battelli: "Poca informazione ai locali è problema creato ad arte"
Caso anti-bilinguismo a Scoffie. Battelli: "Poca informazione ai locali è problema creato ad arte"

Scoffie, pur essendo sotto la giurisdizione del Comune Città di Capodistria, non è bilingue. Fa da eccezione l'abitato di Valmarin. Il caso era scoppiato quando la consigliera italiana Valentina PEtaros Jeromela ha denunciato alla stampa un increscioso fatto avvenuto durante una seduta dell'organismo, nella quale alcuni consiglieri, come Rino Hrvatin, l'avrebbero ripresa per il solo fatto di essersi espressa in italiano. Abbiamo chiesto chiarimenti proprio a Hrvatin.

"Il problema non era la lingua italiana. La consigliera non ha raccontato il vero", attacca Hrvatin. Per la Petaros Jeromela, il collega "soffre di amnesia" e cita il verbale dove viene riportata la seguente frase: "(...) dopo l'incidente di natura nazionalista contro una consigliera, si è proceduto con il naturale lavoro della seduta".

Presente al dibattito anche lo storico Leandar Cunja, che è nato proprio a Scoffie. Ha preparato una relazione sulla situazione demografica del circondario nel corso dei decenni, per far capire il fatto che la presenza degli italiani c'e' sempre stata. In chiusura del suo intervento ha detto che "prima di essere sloveni, italiani, croati o serbi, siamo tutti persone".

Pareri discordanti si sono alternati durante gli interventi. A margine della riunione Alberto Scheriani, presidente della CAN Costiera, ha ribadito l'importanza di "ricordare che gli appartenenti alla CNI hanno il diritto di parlare la propria lingua su tutto il territorio del Comune Città di Capodistria", quindi anche a Scoffie.

Il deputato italiano al seggio specifico della Camera di Stato slovena, Roberto Battelli, ha illustrato alcuni punti della Costituzione, del Trattato di Pace di Parigi e del Memorandum di Londra, dove si parla della tutela della componente italiana sul territorio. Secondo lui il problema più grande è la poca conoscenza della realtà del territorio. "Il problema è creato ad arte, poiché la popolazione sistematicamente non viene informata sulla storia, sul carattere culturale di questo territorio, sull'esistenza della componente italiana".

Battelli ha lanciato poi un monito alle forze politiche slovene e a coloro che ricoprono funzioni pubbliche. "Una delle cose che abbiamo scoperto - ha detto - è che anche il personale amministrativo che viene a lavorare in questi luoghi, non ha le qualifiche per poter operare in un ambiente in cui sono previste procedure amministrative bilingui".

Caso anti-bilinguismo a Scoffie. Battelli: "Poca informazione ai locali è problema creato ad arte"