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Italia. Trovato l'accordo tra le forze politiche.

16. 03. 2012 14:43


Dopo un vertice durato cinque ore il premier italiano Mario Monti e i leader dei maggiori partiti politici hanno trovato un accordo sulle questioni più delicate del momento, come i provvedimenti su intercettazioni e giustizia, ma anche sulla riforma del mercato del lavoro: sulla modifica dell'articolo 18 però sono già giunte le riserve da parte della Cgil.

 

di Alessandro Martegani

 

Ci sono volute cinque ore ma alla fine, dopo settimane di contrasti sommersi e vertici rinviati, Mario Monti sembra essere riuscito ancora una volta a superere le riserve delle forze politiche che lo sostengono su argomenti chiave per l’azione del governo. A palazzo Chigi si sono trovati Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e Angelino Alfano, i leader dei tre maggiori partiti per affrontare i temi fondamentali, come la giustizia, la riforma del lavoro, la crescita, e che avevano diviso l’ampia maggioranza del professore. Monti è riuscito però a superare i veti incrociati, in particolare quello posto dal Pdl sulla giustizia, e a trovare una mediazione in grado di far calare la tensione. Qualche tema, coma l’assetto della Rai è stato accantonato, ma il risultato del vertice spiana la strada su altri temi fondamentali, a partire dalla giustizia: una nuova legge sulle intercettazioni, come chiesa dal Pdl, un rafforzamento del disegno di legge anti-corruzione, una misura necessaria, aveva ricordato Monti anche nell’incontro con Angela Merkel, anche per lo sviluppo dell’economia, e un accordo sulla responsabilità civile dei magistrati.

Ma il tema più immediato riguarda l’interesse sulla riforma del mercato del lavoro, che il premier intende chiudere entro marzo, riformando anche l’articolo 18 sul modello tedesco, distinguendo tra il licenziamento per ragioni discriminatorie da quello per ragioni disciplinari e quello per cause esclusivamente economiche.

L’intesa fra le forze politiche è dunque raggiunta, e il premier si è detto soddisfatto, ma quella, con i sindacati , convocati martedì a palazzo Chigi per chiudere, sembra meno vicina: Sull'articolo 18, ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, "vedremo quali proposte saranno fatte: quelle sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene".