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Teatro stabile di Capodistria, la nuova stagione guarda all'Italia

07. 09. 2017 11:16


All'insegna della drammaturgia italiana la nuova stagione del Teatro stabile di Capodistria, presentata in questi giorni. Delle quattro produzioni messe in cantiere dall'ente teatrale sloveno, ben tre sono basate su testi di autori italiani. Il primo appuntamento ad ottobre con una rivisitazione delle "Baruffe chiozzotte" di Carlo Goldoni.

 


Un cartellone che guarda all'Italia per 'capire come vedono il mondo i nostri vicini, che si trovano ad affrontare problemi simili ai nostri'. E' il senso dichiarato della scelta operata dallo Stabile di Capodistria per l'imminente, nuova stagione teatrale. Tre testi italiani dalla forte connotazione di attualità'. Una cifra, questa, a cui non si sottraggono le "Baruffe" goldoniane, in scena ad ottobre in un adattamento, firmato da Predrag Lučić, che ne fa una metafora delle nostre società multietniche e multicurali. Spettacolo presentato in anteprima al Festival estivo del Litorale in una coproduzione con Nova Gorica, Pola, e lo Stabile sloveno di Trieste. Poi, due testi che appartengono alla drammaturgia italiana contemporanea, "Le ultime lune" del triestino Furio Bordon, e "Per il bene di tutti" del siciliano Francesco Randazzo. Il primo eè il celebre e commovente dramma sulla vecchiaia portato al successo negli scorsi anni Novanta dall'indimenticabile Marcello Mastroianni nella sua ultima apparizione in teatro. Nella trasposizione in sloveno, che debutteraà a gennaio, il ruolo dell'anziano professore prossimo a entrare in una casa di riposo, sarà di Boris Cavazza, uno degli attori più amati e apprezzati della scena slovena, peraltro molto vicino alla cultura italiana, che ha fortemente voluto lo spettacolo.
Quanto al terzo allestimento, "Per il bene di tutti" di Francesco Randazzo, si tratta di un testo già rappresentato nel 2001 per la regia dell'autore dalla compagnia del Dramma italiano di Fiume, e che conserva tutto il suo interesse per la tematica che affronta, quello dell'emigrazione e dell'intolleranza. Scritta oltre due decenni fa fa, l'opera preconizzava l'esacerbarsi di paure e pregiudizi che nel corso degli anni sono diventate realtà.
Non solo Italia, comunque, nel nuovo cartellone del Teatro stabile di Capodistria. Alle produzioni e agli spettacoli in ospitalitaà dalla Slovenia, per adulti e bambini, si affianca una rosa di proposte dai Paesi dell'ex Jugoslavia, area con cui il teatro capodistriano mantiene saldi legami. Cinque appuntamenti riuniti nella formula di abbonamento "Senza frontiere".

Ornella Rossetto