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Piazze storiche, sentenze e suicidi

02. 12. 2017 11:17


Non è facile confrontarsi con la storia, soprattutto nei Balcani. Qualche giorno fa abbiamo scritto che dopo più di settanta anni alla piazza centrale di Capodistria è stato ridato il suo nome storico: Piazza del Duomo. Ci siamo anche chiesti: Animi finalmente riconciliati?

Ebbene, la risposta è arrivata quasi subito, ed è abbastanza triste constatare che per qualcuno è ancora impossibile confrontarsi riconciliato con la storia senza i pregiudizi dell’ ignoranza. Difatti, la targa con il nome storico della piazza è stata rimossa, dopo neanche un paio di giorni, da qualche rancoroso nostalgico. Cambiamo storia e notizia, restando comunque nei paraggi. Fa ancora discutere la sentenza della corte del tribunale internazionale dell’ Aia nei confronti dell’ex generale croato Slobodan Praljak, suicidatosi in aula in diretta mondiale. Una sentenza che, ribadendo la condanna agli ex leader militari e civili dei croati della Bosnia Erzegovina, responsabilizza, indirettamente, lo stato croato nella guerra in Bosnia, ma soprattutto inasprisce nuovamente i rapporti etnici in regione e complica la riconciliazione. Dura la presa di posizione di Zagabria che chiede la revisione della sentenza. Che dire, se non che probabilmente l’ estremo gesto teatrale di un ex regista, che aveva vestito i panni di generale, sarà forse l’ unico fotogramma che resterà nella nostra memoria di un tribunale che aveva il compito non solo di punire i colpevoli di crimini ma anche di contribuire alla riconciliazione degli animi.

aAjoša Curavić