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Il presidente dei combattenti: ''Non siamo contrari alle targhe, ma informate''.

07. 12. 2017 12:31


L’Associazione degli antifascisti, combattenti per i valori della Lotta di liberazione Nazionale e veterani di Capodistria è stata la prima a protestare per l’affissione della tabella con la dicitura “Piazza del Duomo”. Doveva aprire la strada ad  una serie di tabelle con gli antichi nomi delle vie capodistriane. La targa dopo soli due giorni è stata trafugata, il comune ha sposto denuncia, ma ora, comunque, la prevista posa di ulteriori tabelle è stata bloccata.

 

Il presidente dell’associazione, Marijan Križman, uno dei leader storici della sinistra capodistriana, ci spiega che la faccenda non è partita da loro e che non hanno fatto altro che reagire a quanto apparso su un portale che riferiva la notizia dell’affissione della tabella. In quel testo tra le altre cose si citava un post Facebook di Elio Radeticchio in cui si diceva che il prossimo passo sarebbe dovuto essere quello di abolire “la denominazione dedicata al dittatore balcanico ed il ripristino ufficiale del toponimo storico!!!”. Per Križman quello non sarebbe stato il commento di un utente qualsiasi, ma di un personaggio noto della Comunità nazionale. Tutto ciò è avvenuto senza che nessuno fosse adeguatamente informato né dell’iniziativa né del perché della comparsa improvvisa di quella targa.

In ogni modo la scritta Piazza del Duomo sarebbe apparsa il giorno sbagliato e nel posto sbagliato. Scegliere il 29 novembre (giorno in cui si celebrava un tempo la Jugosalvia socialista) per far mettere la targa in piazza Tito a molti è sembrata una provocazione bella e buona. Per il presidente della commissione comunale per la toponomastica Damian Fisher si è trattato solo di una mera coincidenza, visto che la tabella è stata affissa dall’azienda municipalizzata anche a sua insaputa.

 

Il presidente della associazione dei combattenti, comunque, condanna la successiva rimozione della targa. “Chi lo ha fatto- ha detto- ha compiuto un atto anche più grave di chi l’ha piazzata”. Križman ha pure preso le distanze dai molti eccessi verbali apparsi in questi giorni sui social network.

 

Il presidente dell’associazione dei combattenti precisa di non essere contrario a targhe che ricordino la storia di Capodistria. “I nostri valori – ha detto Križman – sono quelli della convivenza nati durante Lotta popolare di Liberazione, dove italiani sloveni e croati combattevano insieme contro l’occupatore. Si tratta solo di informare la popolazione sul senso di un’iniziativa. Quello che si vuole adesso è che la Commissione per la toponomastica convochi un dibattito pubblico o  faccia un bel opuscolo esplicativo per far capire ai cittadini il perché di quelle targhe”.

 

Stefano Lusa