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Partita la campagna elettorale. In FVG spaccatura tra le file del PD

29. 01. 2018 10:51


Depositate le liste dei candidati per le elezioni politiche del 4 marzo. In FVG a sinistra ritorna sulla scena Riccardo Illy, mentre a destra tra i candidati più in vista c'è Luca Ciriani.  A candidarsi anche movimenti di estrema destra, come Casa Pound e Forza nuova, che a Trieste candida alla Camera Fabio Tuiach, il consigliere salito alla ribalta della cronaca nazionale per le sue esternazioni su omosessuali e immigrati. Molte le polemiche non solo nella vicina regione italiana, ma anche a livello nazionale dove soprattutto a sinistra alcuni hanno criticato alcune candidature considerate "imposte dall'alto".

 

 

di Barbara Costamagna  

 

 

I giochi sono ormai fatti. Presentate le liste dei candidati ai collegi uninominali e plurinominali per le prossime elezioni politiche in Italia. Volti vecchi e nuovi si affacciano quindi alla campagna elettorale che prende ufficialmente il via oggi con i primi comizi dei leader politici. Non poche sono state le polemiche riguardo i candidati nei principali partiti . In Friuli Venezia Giulia in queste ore il nome di Tommaso Cerno, candidato al senato, ha portato ad una spaccatura all’interno del PD tra orlandiani e renziani. Più compatto, invece, il centro destra, dove comunque c’è voluta una lunga concertazione per redigere le liste. Anche a livello nazionale ci sono state proteste da parte di molti dirigenti locali, sia a destra sia a sinistra, per i troppi nomi imposti dall’alto e considerati non rappresentativi del territorio. Primi a deporre le liste in molte regioni sono stati questa mattina due new entry, Liberi e Uguali e Casa Pound. Il movimento di estrema destra per la prima volta presenta il simbolo in tutti i settori alla Camera e al Senato. Luigi Di Maio del Movimento cinque stelle, dopo varie polemiche per le modalità di voto nelle primarie on line degli scorsi giorni,  annuncia “una squadra incredibile”, mentre Matteo Salvini apre la campagna promettendo l’introduzione di dazi come fatto da Trump negli Stati Uniti. Immediata la risposta del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che via twitter ha detto che a Salvini “va il premio per la proposta più fessa e irrealizzabile”, visto che i dazi può metterli solo l’Unione europea.