Pubblichiamo il messaggio integrale del Presidente della UI, Maurizio Tremul:


“Il Concerto del 13 luglio 2010 a Trieste, alla presenza dei Capi di Stato di Italia, Croazia e Slovenia, ha segnato l’inizio di un percorso di pacificazione e di condanna di tutte le violenze dei regimi dittatoriali. Un giorno di pace e giustizia, di solidarietà e coesistenza, di reciproco rispetto e riconoscimento, all’insegna dei principi fondanti della nuova Europa, libera e democratica.
Un percorso che è poi proseguito il 3 settembre 2011, alla Comunità degli Italiani e successivamente all’Arena di Pola quando i Presidenti croato, Ivo Josipović e italiano, Giorgio Napolitano, hanno letto la dichiarazione congiunta relativa ai due popoli, ai rapporti passati e a quelli comuni futuri, porgendo l’uno l’altro le reciproche scuse per gli orrori compiuti. Le parole pronunciate in quell'occasione dai due Capi di Stato hanno illuminato una realtà spesso poco considerata: quella del grande apporto che la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia ha dato per la crescita culturale e democratica di queste terre e di questi Paesi.
Un percorso proseguito ulteriormente il 12 maggio 2013, voluto dai nostri fratelli Esuli, dal Libero Comune di Pola in Esilio, assieme alla FederEsuli e alle altre Associazioni degli Esuli e dall'Unione Italiana, che ha reso omaggio alle vittime degli opposti totalitarismi scontratisi in modo cruento in queste terre nella prima metà del Secolo scorso. Un percorso che iniziò presso il monumento eretto nel cimitero di Capodistria dalle autorità slovene in ricordo delle vittime del regime comunista jugoslavo. Il secondo è stato proprio al monumento di Strugnano in ricordo delle giovanissime vittime innocenti del 19 marzo 1921 per mano di alcuni fascisti. Il terzo è stato alla Foiba di Terli dove il 5 ottobre 1943 trovarono la morte molti civili innocenti tra cui alcuni antifascisti. L’ultimo fu al Monumento di Montegrande eretto in ricordo degli antifascisti uccisi dai nazi-fascisti il 2 ottobre 1944.
L’Unione Italiana ha reso omaggio, il 10 settembre 2017, ai giovani antifascisti e patrioti sloveni, fucilati dai fascisti nell'ex poligono militare di Opicina, il 6 settembre 1930.
Il 2 febbraio 2019 abbiamo proiettato a Isola il Film “Red Land – Rosso Istria” che racconta la tragedia di una ragazza istriana, connazionale, Norma Cossetto, seviziata e barbaramente uccisa, tra il 4 e il 5 ottobre 1943 nella foiba di Surani. Di una ragazza a cui il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, amico sincero della Croazia e sella Slovenia, ha conferito la medaglia d'oro al valor civile. I responsabili di questo efferato atto non possono che essere considerati dei criminali, non certamente dei combattenti per la libertà dall’oppressione nazifascita!
Come criminali non possono che essere considerati gli assassini di Marija Medica e Lina Zacchigna, fucilate dai fascisti a Bruttia, il 28 marzo 1944, dopo che le due giovani ragazze, corriere partigiani, sono state seviziate, così come criminali sono i fascisti che a Strugnano hanno ucciso delle giovanissime vittime innocenti il 19 marzo 1921. A queste vittime innocenti l’Unione italiana, assieme all’ANVGD, ha reso omaggio lo scorso 10 giugno 2019.

Il 5 luglio 2002, durante la cerimonia di premiazione del Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima” chiesi scusa a tutte le genti di queste terre per le aberrazioni fasciste e chiesi scusa ai nostri fratelli esuli per le aberrazioni comuniste.

Vorrei qui ripetere quanto ebbi a dire il 3 settembre 2011, a Pola, davanti ai Presidenti delle Repubbliche di Croazia e della Repubblica italiana e che rilessi a Basovizza due anni fa:
“Per il rispetto che dobbiamo ai nostri padri fondatori dell’Europa unita, per la democrazia e la libertà che ci hanno consegnate a caro prezzo, diamo pace e conforto alle vittime dei nazionalismi, dei contrapposti totalitarismi, dei regimi liberticidi: nazismo, fascismo, comunismo.
Ricordare quegli orrori divenga occasione di meditazione sulle offese e sulle ingiustizie che abbiamo subito e su quelle che abbiamo inflitto, di pietas per le sofferenze nostre e di quelle altrui, di perdono e riconciliazione, di monito, affinché mai più abbiano a ripetersi.
Porgiamo le nostre scuse per le vittime e per i torti compiuti, nei confronti di tutti, croati, connazionali italiani, sloveni, nel nome di aberranti ideologie. Offriamo il nostro perdono per le subite violenze che hanno rischiato di mutare alla radice la fisionomia di una terra plurale da sempre, con l’espulsione lacerante di gran parte delle nostre famiglie di connazionali e l’oppressione di coloro che sono rimasti. È grazie al nostro orgoglio identitario che abbiamo mantenuto viva, nella nostra Patria, la presenza della lingua e della cultura italiana, coltivando, con pazienza e tenacia, rapporti di civile convivenza.”.

Non vi sono giustificazioni alle violenze di Stato, ai crimini contro l’umanità, alle persecuzioni dei regimi, totalitari e autoritari di qualsiasi colore, orientamento o credo politico essi siano.
Dobbiamo far conoscere alle nuove generazioni, con imparzialità e onestà intellettuale, tutti i fatti storici che hanno dilaniato queste terre, dobbiamo far conoscere il percorso di rinascita e di pacificazione che sappiamo costruire, affinché siano fatti propri i valori della convivenza, del rispetto dei diritti umani e del dialogo interculturale, della Cross Fertilization, dell’antifascismo e dell’antitotalitarismo, del rispetto della dignità umana e della solidarietà, della libertà e dello stato di diritto, della fraternità e della democrazia, dell’uguaglianza, del rispetto delle altrui identità e verità, altrettanto vere come la nostra.
Non è più il tempo delle contrapposizioni. Non è più il tempo dell’odio. Dobbiamo riconoscere, invece, con umiltà, i torti fatti e quelli subiti dalle generazioni che ci hanno preceduto. Riconoscere i mali compiuti in nome di falsi idoli, di ideologie terrificanti. Dobbiamo rispettare il dolore e le sofferenze altrui, le altrui memorie e storie, le altrui identità, perché non si dà riconciliazione senza verità e memoria.
Sulle ferite e sulle cicatrici dobbiamo far fiorire un fiore, il fiore della pace.”

Maurizio Tremul
Dignano, 10 febbraio 2020

(red)

Foto: Archivio personale
Foto: Archivio personale