Foto: e-koper.si
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Il voto comunitario a Pirano è segnato dal ritorno di Fulvia Zudič. L'ex presidente della comunità è tornata a candidarsi ed è nuovamente risultata la più votata: “Ringrazio gli elettori che mi hanno appoggiato in questo rientro in scena per quanto riguarda l’assemblea della Comunità “Giuseppe Tartini” di Pirano. Cercherò di dare il massimo e di stare vicino alla gente, ma è quello che abbiamo fatto e che continuiamo a fare”.
Uno dei crucci di Pirano è quello di riportare i soci a Casa Tartini: “Anche ieri è stato un disastro. Bellissima la sede, ma non si trova un parcheggio e ci sono tante altre difficoltà. Bisogna avvicinarsi anche alle persone di Strugnano, Sicciole e soprattutto di Santa Lucia, che sono le più numerose. Adesso visti i risultati dobbiamo metterci a lavorare e con tutta la squadra che è stata letta dobbiamo vedere come fare”.

A Isola riconferma di Robi Štule alla guida della Besenghi, mentre alla Dante non ce la fa Kris Dassena, unica candidata indipendente contrapposta alla lista Forza Isola. Il più votato è stato Emilio Bevitori: "Non c’entra essere primo, secondo o terzo basta lavorare con questa lista e portare avanti bene la comunità, abbiamo molti giovani in assemblea e vedremo come andrà a finire".

Quali sono i punti principali che volete realizzare nel prossimo mandato?
“L’obiettivo è fare molta attività, fare degli scambi con le altre comunità, queste sono le cose più importanti”.
Lei è il motorino dell’attività sportiva della Dante.
"Io porto avanti lo sport in comunità da 25 anni. Per me la ricreazione e lo sport sono importanti per ritrovarsi insieme, per lavorare bene e per divertirsi".

A Capodistria la Lista insieme per la comunità conquista tutti e undici i posti a diposizione nell'assemblea della Comunità degli Italiani "Santorio Santorio". Ancora una volta il più votato è stato il presidente uscente Mario Steffé: “C’è un sentimento di gratitudine nei confronti dei soci che hanno scelto questa opzione. Credo che ci ripaghi rispetto a quelli che sono stati i nostri indirizzi programmatici, i nostri propositi ed anche i toni e la condotta di una campagna elettorale dai toni abbastanza accesi condotta dall’altra lista. Io credo che alla fine abbia pagato l’essere pacati, la professionalità dei profili proposti ed il fatto di aver offerto una comunità degli italiani aperta, efficace capace di recepire le voci di tutti i soci, non soltanto degli eletti nel consiglio direttivo. Alla fine, tutto ciò si è concretizzato in questo risultato".

Porte aperte anche per gli sconfitti o guiderete la comunità così come gli elettori hanno voluto?
"No, io credo che si debbano ascoltare tutte le voci, anche quelle critiche all’interno della comunità. Penso che sia giunto il momento di ricompattare il corpo sociale della comunità nazionale italiana. Credo che non riguardi soltanto Capodistria, ma anche le altre realtà, dopo due anni in cui si sono fatte sentire pesantemente le conseguenze della pandemia, delle chiusure e del divieto di aggregazione. Dobbiamo assolutamente riflettere su tante questioni, su tante problematiche che sono emerse nel corso della campagna elettorale, nelle discussioni che si sono svolte e dobbiamo recepire le aspettative di tutti i connazionali".

Stefano Lusa