Foto: EPA
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La crisi catalana, drammaticamente innescata da una minoranza indipendentista e da una miope e arrogante politica centralista dell’attuale governo di Madrid, sta seminando il panico in Europa. Sostanzialmente per un motivo: per la mancanza di una consapevolezza politica e identitaria europea, una mancanza che sta alimentando volontà di chiusure localiste e nazionalistiche un po’ ovunque nel vecchio continente.

All’ indomani del referendum catalano, duramente represso da Madrid e dal quale comunque non emerge quella che è la volontà della maggioranza dei catalani, abbiamo sentito un po’ ovunque levarsi voci di comunità e regioni insoddisfatte che anelano ad una maggiore autonomia se non addirittura ad una secessione. Dal Veneto all’ Istria, dai Paesi Baschi alla Corsica. Ora, senza nulla togliere alla nobile idea ottocentesca dell’ autodeterminazione dei popoli, che fra tante cose nobili ha provocato anche ignobili massacri, c’è da chiedersi se questi movimenti giovano a quell’ Unione europea che tutto vogliamo? Visto come stanno le cose, non credo. E la colpa non è dei popoli, ma di chi li governa. Sinceramente, ci piace di più la crema catalana della crisi catalana. Buon fine settimana.

uravić