Croazia e protocollo ai confini che da qualche giorno sono più permeabili per i frontalieri istriani che si recano al lavoro in Italia, ma archiviate le festività pasquali arrivano ora quelle del Primo Maggio precedute- per italiani e sloveni - dalle ricorrenze della Liberazione. Quale sarà il regime per quelli che hanno seconda casa in Istria o generalmente in Croazia e decideranno di trascorrere qui il ponte festivo?
“Il passaggio della frontiera continuerà ad essere restrittivo anche nel periodo delle prossime festività” afferma senza mezzi termini il capo della task force istriana aggiungendo che “comunque i cittadini sloveni, italiani, austriaci e così via con domicilio provvisorio in Croazia potranno venire in Istria ma saranno sottoposti a quattordici giorni di isolamento. “Dunque per due settimane fermi nei loro appartamenti o nelle loro case senza neanche poter recarsi a comperare il pane” dice Kozlevac sottolineando che il tutto vale se è stata risolta amministrativamente la questione e registrato il domicilio provvisorio in quanti sono numerosi gli stranieri che possiedono un immobile ma che non hanno ufficializzato questo status visto che la loro permanenza in Croazia non supera il termine di tre mesi previsto dalla legge che regola la materia. “Chi non ha un domicilio in Croazia non può varcare il confine” rileva ancora il nostro interlocutore.
Un passo in avanti invece per quanto riguarda i frontalieri che si recano in Italia per motivi di lavoro e che ora hanno le stesse condizioni valide per quelli che si fermano in Slovenia. “Possono andare ogni giorno al lavoro ma al rientro devono rimanere rigorosamente a casa e all’indomani possono ritornare a lavorare a Muggia, Trieste, Gorizia o nei luoghi dove sono occupati” racconta Dino Kozlevac aggiungendo che al ritorno in Istria, al confine croato i cosiddetti “migranti quotidiani” ricevano un documento che li pone sotto sorveglianza del ministero degli interni che può effettuare controlli relativi al rispetto delle disposizioni di isolamento temporaneo. “Lo stesso principio è valido per chi lavora oltreconfine e rimane in Slovenia o Italia dal lunedì al venerdì: al ritorno a casa per il fine settimana ci sono 72 ore di isolamento e al lunedì si può tornare a lavorare” specifica Kozlevac sottolineando che in uscita dalla Croazia tutti vengono cancellati dall’ evidenza ministeriale.
Ci sono poi casi specifici che ci sono stati segnalati in questi giorni come quello di un signore di Capodistria che ha genitori ammalati ad Umago. “Se ha la cittadinanza croata oppure la residenza o il domicilio può venire ma il periodo che trascorre qua deve stare in isolamento” specifica ancora il capo dell’Unità di crisi regionale che consiglia comunque di evitare i contatti diretti con le persone anziane.
Poi ci sono i casi di pensionati che da Buie devono recarsi a fare urgenti visite mediche a Strugnano e a Isola. “Lo possono fare presentando l’impegnativa alla polizia di confine ma una volta ritornati a casa ci sono i 14 giorni di isolamento” dice Kozlevac spiegando che lo stesso vale per chi deve andare a ritirare la pensione ad uno sportello postale o bancario o per i piccoli imprenditori che devono fare consegne di vino, olio e altri prodotti. “Per noi possono farlo ma una volta varcato il confine le competenze sono in mano alle autorità italiane o slovene” conclude Kozlevac.

Lionella Pausin Acquavita

Foto: MMC RTV SLO/MMC
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