A fare gli onori di casa la vicesindaco Agnese Babič mentre Daniela Paliaga ha dialogato con sensibilità con l'autore. La serata è stata arricchita dai membri della sezione canora della Giusto Curto, Riccardo Bosazzi, Mirko Cetinski e Massimo Brajković, con alcuni brani della tradizione popolare rovignese, che hanno coinvolto il pubblico.

Un libro di racconti autobiografici e di riflessioni davvero riuscito questo del giornalista rovignese Elio Velan, trent'anni di carriera alle spalle, che fa venire voglia di leggerlo non a piccole dosi ma tutto d'un fiato, davvero coinvolgente per i temi trattati e la maestria stilistica con cui è stato scritto. Il volume segue a ruota la prima versione in lingua croata scritta da Velan e quella italiana non è una traduzione ma piuttosto una libera trasposizione autoriale, infatti Elio Velan si esprime, anche giornalisticamente, con assoluta paritetica padronanza delle due lingue. La lettura dei racconti trasmettere pagina dopo pagina le stesse emozioni e suggestioni. Tante quindi le vicende e i personaggi raccontati, le testimonianze e confessioni nelle quali l'autore fa rivivere le persone e riscoprire l'Istria per cogliere il vissuto profondo del passato, le radici e le vicende della sua famiglia, dal quale talvolta scaturisce un grido e s'intravedono il dolore e la nostalgia del narratore per quei tempi lontani, spesso migliori. Una parte del libro è dedicata alla sua città natia, Rovigno, dove con tono speciale parla della sua storia, delle isole, della sua parlata e tradizioni. Attraverso la storia nel Novecento dei Ginnasi italiano e croato di Pisino, Velan in un altro capitolo analizza il sistema scolastico quale vittima del ciclone della politica e oggetto da contendere, auspica il mantenimento della ricchezza dialettale della penisola, la valorizzazione degli intrecci linguistici e culturali, infine con un appello a salvaguardare le bellezze del territorio parlando del paesaggio istriano che vede scomparire tra i muri di cemento. Il libro, sottolinea Daniela Paliaga, può venire considerato un affascinante racconto di viaggio che inizia da lontano e arriva ai giorni nostri, ma è anche e forse soprattutto un viaggio dentro l'anima, nell'intimo desiderio di lasciare una traccia del proprio vissuto.

Miro Dellore

Foto: MMC RTV SLO