Soddisfatti di come sta andando la collaborazione da novembre in qua, ovvero dal primo vertice in questo formato che si è svolto -ricordiamo- a Trieste, poco dopo l’introduzione dei controlli ai confini italo - sloveni e sloveno-croati. Due mesi e mezzo nel corso dei quali si è cercato di implementare gli accordi e le misure volte a contenere l’immigrazione illegale, a contrastare la criminalità legata ad essa e le eventuali infiltrazioni terroristiche. “Consapevoli che sicurezza e libertà di circolazione, specie quella dei cittadini che vivono nelle zone di frontiera, sono interessi comuni è nostra responsabilità e dovere cercare soluzioni alternative per garantirle”, l’unanime constatazione dei tre ministri che hanno riferito del lavoro, impegno e costante contatto delle rispettive polizie in questo senso. “In allestimento un centro di coordinamento preposto allo scambio d’informazioni e si lavora per il superamento di alcuni ostacoli tecnico - legislativi e passare dalle pattuglie miste bilaterali a pattuglie composte dalle forze dell’ordine di tutti e tre i paesi, con l’intento di includerle nel controllo della frontiera esterna dell’Unione europea”, hanno riferito i Božinović, Piantedosi e Poklukar che ritengono la formula della trilaterale “un modello di dialogo operativo e strategico esemplare all’ interno dell’ Unione europea in quanto - hanno detto- le grandi sfide si possono affrontare meglio facendo fronte comune”.

Foto: MMC RTV SLO/Foto: Radio Capodistria
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Da qui la necessità di allargare la comunicazione con gli altri stati dei Balcani occidentali che sono stati invitati a partecipare al prossimo incontro trilaterale programmato per il 20 e 21 marzo a Brdo presso Kranj. “Interessati dalla rotta mediterranea e da quella balcanica urge rivedere il regime dei visti di entrata nei paesi extra-europei “, si è sentito dire a Pinguente dove il ministro sloveno Boštjan Poklukar ha riferito che nel 2023 la Slovenia ha registrato 60 mila passaggi illegali mentre sono state 2 mila le persone identificate e 700 quelle respinte dall’ introduzione dei controlli in qua. Il croato Davor Božinović ha puntato invece sulla lotta alle organizzazioni criminali e ai trafficanti. “Solo in quest’anno ne abbiamo arrestato una novantina”, ha detto mentre il suo collega italiano Matteo Piantedosi ha rilevato che da ottobre in qua sono state fermate un’ ottantina di persone ed ha precisando che 52 sono state incriminate per favoreggiamento all’ immigrazione clandestina. “Dal ripristino dei controlli, il 21 ottobre scorso esaminate 160 mila persone, 96 mila automobili; abbiamo registrato mille 600 passaggi irregolari con 900 respingimenti”, ha affermato Piantedosi che, ugualmente ai suoi colleghi , non ha voluto prevedere una data per il ripristino di Schengen.
Gli ospiti sono stati accolti dal sindaco di Pinguente, Damir Kajin che prima della trilaterale con i ministri di Slovenia e Croazia, Poklukar e Božinović ha avuto un incontro incentrato sulla permeabilità dei confini dell’alta Istria, con particolare riguardo alla questione del transito per i mezzi pesanti.

(lpa)

Foto: MMC RTV SLO/Foto: Radio Capodistria
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