Sottotitolata “il festival del desiderio”, quest’anno la manifestazione, vuole esprimere per l’appunto quel desiderio di ritorno alla normalità: la voglia per il pubblico e i fruitori di tornare a teatro, per gli attori e le maestranze di ricalcare la scena. C’è dunque il desiderio di uscire da questo brutto periodo di pandemia globale che - come hanno detto ieri sera a Umago i rappresentanti della municipalità e quelli della Regione istriana - ha messo in ginocchio tutti ma forse più di tutti proprio il mondo della cultura. Da qui un plauso particolare all’ideatore e direttore artistico della manifestazione, il regista Damir Zlatar Frey che anche quest’anno propone un programma di tutto rispetto che fa consolidare Umago sulla mappa artistica e teatrale di quest’area europea. Già ieri sera il pubblico ha avuto modo di godersi “August” del Teatro nazionale sloveno di Nova Gorica mentre da stasera e fino a sabato andranno in scena spettacoli di quelli di Capodistria e Lubiana, quindi Vinkovci e Osijek, dell’Ivan Zajc di Fiume e del teatro nazionale di Spalato. Le rappresentazioni saranno giudicate da una giuria di esperti ma anche dal pubblico che designerà il vincitore del Leone d’oro. Riconoscimento che si richiama all’omonimo albergo costruito all’inizio del diciannovesimo secolo e nel quale il proprietario Antonio Coslovich allestì un piccolo teatro. Ad Antonio Coslovich è intitolato oggi - ricordiamo - il teatro cittadino nei quali si svolge questa ventiduesima edizione del Festival.


Lionella Pausin Acquavita