Tre commissari saltati in meno di due settimane, ostilità da parte della giunta regionale, e una sanità che è entrata in crisi fin dai primi i giorni della seconda ondata della pandemia. È questa la situazione in cui si troverà a operare Gino Strada, medico, fondatore di Emergency, con anni di esperienza in teatri di guerra, candidato a guidare la sanità della regione, ma che per ora offrirà solo esperienza e mezzi della sua organizzazione per far fronte all’emergenza sanitaria in Calabria.
La situazione dei commissari è diventata ormai paradossale: rimosso una decina di giorni Saverio Cotticelli, il generale dei carabinieri che aveva candidamente ammesso di non sapere di essere lui il responsabile del piano per la pandemia, salvo poi denunciare pressioni sulla sua gestione, non è durata che pochi giorni l’esperienza di Giuseppe Zuccatelli, dirigente vicino al ministro Speranza, pizzicato in un video a dire che le mascherine non servono a nulla. Non ha nemmeno iniziato invece il successore designato, l’ex rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, che ha detto di non poter accettare, a causa della famiglia che non voleva trasferirsi a Catanzaro, anche se la rinuncia potrebbe anche essere legata al fatto che Gaudio risulta indagato a Catania nell'ambito di un’inchiesta sui concorsi universitari.
Accanto a tutte queste nomine però è rimasta sempre in piedi la candidatura del fondatore di Emergency, che ha però diviso la regione : c’è chi lo indica come l’unica persona in grado di mettere mano alla disastrata sanità calabrese, e chi invece, come il presidente incaricato della regione Nino Spirlì, aveva fin da subito usato parole durissime sull’ipotesi Strada, affermando di volersi opporre con ogni mezzo a questa ipotesi: “La Calabria non è l’Afghanistan – ha detto – è una regione dell’Italia. Qua non abbiamo bisogno di missionari di nessun tipo”. “Undici anni di commissariamento non solo non hanno risolto ma hanno addirittura peggiorato la situazione calabrese, e in 18 mesi non è stato affrontato nemmeno il piano di emergenza per il Covid”. “I commissari sono scappati via – ha concluso - perché purtroppo hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza e tutta questa storia non può continuare”.
In realtà dubbi sulla nomina di Strada sembrano esserci anche nel governo, e una proposta ufficiale non è mai arrivata, come ha confermato il diretto interessato pur disponibile ad accettare: probabilmente Strada è ritenuto troppo poco “istituzionale”, per non dire “non gestibile”, dal governo.
In ogni caso lo stesso Strada, ringraziando il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency, ha confermato di aver “definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all'emergenza sanitaria in Calabria”, e che inizierà “a lavorare a un progetto da far partire al più presto”.
Collaborazione confermata dal Dipartimento della protezione civile che, “considerando l'evoluzione della situazione epidemiologica in atto” ha ritenuto “che l'Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione”.
Rimane aperta la questione per il nuovo commissario: una partita nella quale rimane in campo l’ipotesi di Strada, ma che continua a essere carica di incognite e tensioni.

Foto: MMC RTV SLO
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