“La riconoscenza verso la sua figura e la sua azione non si potrà attenuare con il trascorrere del tempo, e appartiene al patrimonio di civiltà dell'Italia, conservato e coltivato specialmente tra i giovani. Ed è, questo, un segno di speranza”.
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato Paolo Borsellino, il magistrato simbolo, accanto a Giovanni Falcone, della lotta alla mafia, ucciso 27 anni fa nella strage di Via d’Amelio.
Mattarella, ha ricordato anche gli uomini della scorta morti nell’attentato, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, accanto all'emozione “suscitata dalla pubblicazione delle audizioni di Paolo Borsellino davanti alla Commissione Antimafia, che – ha scritto il Capo dello Stato - ha coinvolto in questi giorni tanti italiani e ha richiamato, ancora una volta, il nostro Paese all'impegno nella lotta contro la mafia e ai pesanti sacrifici che questa ha comportato”.
Il riferimento è ai verbali desegretati delle audizioni presso la Commissione parlamentare antimafia, in cui Borsellino raccontava la difficoltà di combattere Cosa Nostra con mezzi limitati, ma anche la determinazione nel continuare.
La figura di Borsellino è stata ricordata anche dal Premier Giuseppe Conte: “Le sue parole e il suo coraggio sono sempre vivi nella nostra memoria e nella nostra coscienza. Ricerca della verità e contrasto alle mafie - ha aggiunto - sono per noi un imperativo, un impegno quotidiano".

Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci e presidente della Fondazione Falcone, ha invece ricordato come, a 27 anni dalla strage, si intravvedano “i primi squarci di luce, chiesti con forza dalla famiglia di Paolo Borsellino – ha spiegato - che per anni ha atteso con dignità e compostezza di conoscere la verità”. “Ora – ha aggiunto – è indispensabile che si vada avanti su questa strada, che le eventuali responsabilità istituzionali vengano fuori senza sconti: la nostra non sarà una democrazia compiuta – ha concluso - fin quando non saranno chiariti tutti i punti oscuri di una tragica pagina della storia della Sicilia e dell'Italia tutta”.


Alessandro Martegani


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