Il governo Conte incassa la fiducia anche dal Senato, supera i dubbi legati alla tenuta della maggioranza a Palazzo Madama, e punta a governare a lungo il paese.
Anche l'aula del Senato, dopo una giornata in cui non sono mancate tensioni e proteste (la seduta è anche stata sospesa per alcuni minuti quando la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni ha mostrato una maglietta bianca con la scritta "Parliamo di Bibbiano"), ha dato via libera al nuovo governo sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle e Leu.

A favore hanno votato, 169 senatori della nuova maggioranza; contro 133 di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia.
Dato per letto l'intervento programmatico del Premier Giuseppe Conte, il dibattito ha visto le opposizioni, in particolare Lega e Fratelli d'Italia, lanciare dure critiche alla nuova maggioranza, accusata di negare il voto agli italiani e di voler solo mantenere poltrone e potere, come ha ribadito anche Matteo Salvini.
"Torno a casa con una poltrona di meno, ma con tanta dignità in più" ha detto, "abituatevi alle piazze, siete minoranza nel Paese, siete maggioranza solo nei giochi di palazzo per salvare le poltrone. Il governo è basato sulla spartizione delle poltrone e sulla paura del voto degli italiani",
"Siamo pubblici dipendenti - ha aggiunto Salvini - dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto".
Conte, accolto in aula dalle proteste delle opposizioni e interrotto più volte nel corso del suo intervento di replica, ha ripercorso alcuni punti del programma, in particolare riguardo i rapporti con l'Europa, anche alla luce della nomina di Paolo Gentiloni alla Commissione europea con la delega agli affari economici, ma soprattutto ha rinviato al mittente le accuse di trasformismo.
La polemica contro il governo - ha detto rivolto alla Lega e a Salvini- arriva "da chi è rimasto fermo all'8 agosto, quando con arroganza e con scarse cognizioni di diritto costituzionale ha ritenuto di provocare una crisi" e "di portare il Paese a elezioni". "Assegnare ad altri le proprie colpe è deresponsabilizzarsi e salvare la leadership" ha aggiunto Conte, ribadendo di voler "servire con onore e massimo impegno il Paese nell'interesse degli italiani".
La maggioranza in ogni caso ha retto, nonostante qualche defezione dichiarata fra 5 stelle e Pd, e ora il governo è chiamato a una non facile operazione di riconciliazione con il paese, puntando a reggere per tutta la legislatura o almeno fino al 2022, quando il Parlamento dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.


Alessandro Martegani


Foto: MMC RTV SLO / Palazzo Chigi