Una battaglia per il controllo di uno dei maggiori gruppi editoriali italiani, ma soprattutto un dramma familiare. Sono le due letture del tentativo di scalata della Gedi, società a cui fanno capo giornali come la Stampa, Repubblica, l’Espresso, più decine di giornali locali, fra cui il Piccolo di Trieste, di Carlo De Benedetti, grande vecchio dell’economia italiana, che ha deciso, dopo aver lasciato il gruppo nel 2017, di riconquistarlo.
L’ingegnere ha presentato alla Cir, società che controlla Gedi, un'offerta di acquisto del 29,9 per cento delle azioni Gedi per 25 centesimi di euro ad azione, condizionando fra l’altro l’offerta all’azzeramento quasi totale del gruppo dirigente, e alla vendita delle azioni rimanenti al mercato.
"Questa mia iniziativa - ha detto l’ingegner De Benedetti - è volta a rilanciare il Gruppo al quale sono stato associato per lunga parte della mia vita e che ho presieduto per dieci anni, promuovendone le straordinarie potenzialità". Un’operazione finanziaria importante, ma che ha anche un risvolto familiare, visto che a capo della Cir c’è il figlio di Carlo, Rodolfo De Benedetti.
La Cir ha dichiarato “irricevibile” l’offerta, e “del tutto inadeguata”, ha aggiunto, “a riconoscere a Cir e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a GEDI” Lo stesso Rodolfo De Benedetti si è detto "profondamente amareggiato e sconcertato” dall'iniziativa non sollecitata né concordata del padre, “il cui unico risultato – ha dichiarato - consiste nel creare un'inutile distrazione, della quale certo non si sentiva il bisogno".
Sullo sfondo c’è quindi uno scontro generazionale in una delle famiglie che hanno segnato l’economia del paese degli ultimi decenni, come conferma la reazione dello stesso Carlo De Benedetti: “Trovo bizzarre - ha detto - le dichiarazioni di mio figlio Rodolfo. La gestione sua e di suo fratello Marco hanno determinato il crollo del valore della azienda e la mancanza di qualsiasi prospettiva, - ha spiegato - concentrandosi esclusivamente sulla ricerca di un compratore, visto che non hanno né competenza, né passione per fare gli editori”.
Cir ha tempo fino a fine mese per dare una risposta ufficiale, ma viste le premesse, sembra che la volontà di Carlo De Benedetti di riprendere il controllo di una fetta importante dell’editoria italiana, rimarrà per ora delusa.

Alessandro Martegani

Foto: MMC RTV SLO
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