Foto: Reuters
Foto: Reuters

Nel corso del suo intervento al vertice, che dovrebbe sottolineare l’urgenza di porre fine al conflitto tra Israele e Hamas a Gaza, il presidente iraniano ha chiesto ai Paesi arabi presenti di definire l’esercito israeliano come “organizzazione terroristica” e li ha invitati a interrompere qualsiasi relazione politica o economica con il regime sionista, in particolare nel settore dell’energia. A lui si è affiancato il presidente palestinese, il quale ha affermato che è Washington ad avere una maggiore influenza su Israele, e di conseguenza porta la responsabilità dell’assenza di una soluzione politica al conflitto in corso. Durante il suo intervento, il leader ha anche chiesto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si assuma le proprie responsabilità e che metta fine alla “brutale aggressione israeliana a Gaza e al resto della Palestina”. Il presidente turco Erdogan invece ha attaccato l’Occidente, accusandolo di difendere sempre i diritti umani, ma di tacere in questa occasione, di fronte ai crimini commessi contro i palestinesi. “La nostra priorità assoluta è garantire un cessate il fuoco e la consegna ininterrotta di aiuti umanitari a Gaza” ha proseguito Erdogan. Il presidente egiziano invece, dal canto suo ha ribadito l’opposizione agli spostamenti forzati di massa dei palestinesi da Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme, evidenziando il fatto che la comunità internazionale deve adempiere al proprio dovere e garantire la sicurezza degli innocenti civili palestinesi. Alcuni paesi hanno proposto di reagire agli eventi a Gaza, “minacciando di interrompere i legami diplomatici ed economici” con Israele e i suoi alleati, inclusa la fornitura di petrolio, tuttavia, almeno tre paesi, tra cui proprio gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto la proposta.

B.Ž.