L’idea di tagliare l’istmo di Suez con un canale che unisse il Mediterraneo al Mar Rosso è antica, ci avevano provato i faraoni, avevano rilanciato l’idea i mercanti veneziani, anche Napoleone ne intuì il valore strategico, ma solo il 17 novembre 1869 fu inaugurato il Canale di Suez, l’opera che cambiò radicalmente le rotte commerciali verso e dal Mediterraneo.
Consentendo la navigazione dall'Europa all'Asia, evitando la circumnavigazione dell'Africa, il canale collega Porto Said sul Mediterraneo a Suez, sul Mar Rosso, già da prima della sua inaugurazione aveva visto collaborare ma anche competere le potenze mondiali.
Realizzato dal francese Ferdinand de Lesseps (il diplomatico francese che ottiene la concessione di 99 anni dall’apertura da Said Pascià, viceré d’Egitto) su progetto dell'ingegnere trentino Luigi Negrelli è lungo 163 chilometri, e agli scavi lavorarono circa milione e mezzo di operai egiziani, 125 mila morirono durante la costruzione a causa di un’epidemia di colera.
La costruzione durò 15 anni: la Francia diede il contributo maggiore, ma fra coloro che s’impegnarono per la costruzione ci fu il progettista anche il poi barone Pasquale Revoltella, vicepresidente della Compagnia universale del Canale di Suez, che, anche grazie al personale e all’esperienza maturata a Suez, realizzò in seguito la centrale idrodinamica del porto vecchio a Trieste, un esempio d’innovazione all’epoca e di archeologia industriale oggi.
Il canale rappresenta uno dei successi dell’ingegneria moderna, in 15 ore si va dal Mediterraneo al Mar Rosso, ma anche un terreno di scontro per le potenze mondiali, che se ne contesero il controllo: la Compagnia del Canale di Suez fu controllata dai francesi e poi anche dagli inglesi, che estromisero a lungo l’Egitto.
Dal 1888, grazie alla Convenzione di Costantinopoli, il Canale è eletto “zona neutrale”, e negli anni Cinquanta il Presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser, nonostante la concessione non fosse ancora scaduta, nazionalizzò il canale, provocando la crisi di Suez con l’attacco di Francia, Regno Unito e Israele all’Egitto. Il Canale venne chiuso fino ad aprile del 1957, per poi essere bloccato ancora un’altra volta, nel 1975 a causa della guerra dei sei giorni.
La sua storia prosegue anche oggi: ha subito anche di recente lavori per ampliarne la portata e la profondità, e rimane una delle vie più battute dal traffico commerciale: dal Canale passano ventimila navi l’anno, che trasportano un miliardo di tonnellate di merci, il 14 per cento del trasporto mondiale, l’8 per cento del commercio internazionale.

Alessandro Martegani

Foto: MMC RTV SLO/Reuters