Foto: Reuters
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Durante la sua prima apparizione mediatica come neoministro degli Esteri, Qin Gang ha accusato gli Stati Uniti di avere una “percezione distorta della Cina” e di “usare la competizione tra le due grandi economie per bloccare i due Paesi in un gioco a somma zero”. Il ministro ha anche fatto riferimento all’incidente del pallone aerostatico abbattuto il mese scorso dagli Stati Uniti, puntando il dito contro di loro per aver creato un “incidente diplomatico che poteva essere evitato”. Secondo la Cina la loro reazione è stata eccessiva, e hanno “abusato della forza e drammatizzato l’accaduto”.

Riguardo il conflitto tra Russia e Ucraina, il ministro ha sottolineato che Pechino “non ha fornito armi ad alcuna delle due parti. La Cina non è l’artefice della crisi, né una parte direttamente interessata” e ha aggiunto che le minacce di sanzioni nei loro confronti “non sono assolutamente accettabili”. Inoltre, ha parlato del rapporto con la Russia, chiarendo che si basa sui principi di “non alleanza, non confronto e non presa di mira di terze parti”. Nella sua prima conferenza stampa a margine della sessione annuale del parlamento, Qin Gang ha osservato che se i due Paesi “lavorano insieme, il mondo avrà una forza trainante verso il multipolarismo e una maggiore democrazia nelle relazioni internazionali”.

Un altro argomento toccato dal ministro è stata la questione di Taiwan, definita da lui “il fulcro degli interessi centrali della Cina, il fondamento politico nelle relazioni con gli Stati Uniti e la prima linea rossa che non deve essere superata”. La posizione di Pechino sull’isola è chiara: è considerata parte integrante del territorio cinese ed è destinata alla riunificazione con il Paese.

B.Ž.