Il Ministero degli Esteri di Mosca ha annunciato provvedimenti in risposta al ritiro degli Stati Uniti dal trattato INF per il controllo dei missili nucleari a medio raggio, annunciato nel pomeriggio dal segretario di Stato americano, Mike Pompeo. Secondo il Cremlino, gli Usa si sono ritirati dall'accordo, per sbarazzarsi degli impegni internazionali. "Mosca si riserva il diritto di prendere provvedimenti in risposta all'accaduto", ha spiegato la portavoce del Ministero degli Esteri. Un rappresentante del comitato per gli Affari esteri della camera alta del Parlamento russo, "l'America in realtà desidera sviluppare nuove armi, che violano quanto scritto nel trattato".

L'accordo INF, firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov, è considerato la pietra miliare della fine della guerra fredda. Washington ha accusato Mosca di averlo ripetutamente violato sin dal 2014, non mostrando alcun impegno nel voler rispettare i patti, ma la Russia nega. Secondo il capo della diplomazia americana, il Cremlino, così facendo, ha messo a rischio la sicurezza della controparte.

La sospensione fa scattare un periodo di 180 giorni per il ritiro completo dal trattato a meno che Mosca non dimostri di rispettarne i dettami. Mike Pompeo ha affermato che gli States sono "ancora pronti e disponibili a impegnare Mosca sul fronte del controllo delle armi nucleari". Si potrebbe infatti trattare una nuova intesa, da parte della Casa Bianca la disponibilità esiste.
Intanto i paesi membri dell'Alleanza atlantica affermano di sostenere completamente il ritiro degli Stati Uniti dal trattato INF con la Russia ed hanno nuovamente invitato il Cremlino a rispettare l'accordo.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, già prima dell'annuncio di Washington, aveva affermato che il suo governo, nei prossimi sei mesi, si impegnerà in negoziati con la Russia. "Una finestra per le trattative" deve rimanere aperta, ha detto Merkel.

La Slovenia - secondo le parole del ministro degli Esteri, Miro Cerar - si dice dispiaciuta per quanto accaduto, anche perché i due Paesi non riescono a trovare una soluzione che porti al rispetto dei patti.

Corrado Cimador

Foto: Reuters