Foto: Matija Sušnik/DZ
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Anche il 2021, anno di riferimento, è stato contraddistinto dalla pandemia. Nel corso di tutto l'anno, rileva nel preambolo il difensore civico Peter Svetina, l'ufficio dell'ombudsman si è occupato di misure restrittive volte a proteggere la vita e la salute delle persone che hanno fortemente inciso sulla quotidianità di tutta la società, interferendo nella vita delle persone limitandone i diritti e le libertà fondamentali. Rispetto al 2020, considerato anno record per numero di istanze presentate, le denunce sono aumentate del 5% nello scorso anno, rileva ancora il difensore civico, che ha ricordato che l'ufficio anche nei periodi di lock down ha continuato a lavorare, seppur da remoto. Grande attenzione è stata rivolta ai gruppi vulnerabili, come bambini, persone disabili, disoccupati e migranti.

Nel 2021 sono state esaminate 3.720 istanze, di cui il 15% ovvero 475 casi sono stati considerati ammissibili, qusi la metà riguardava i diritti dei minori. Sono arrivare complessivamente oltre 6 mila 800 denunce. Le istituzioni "meno virtuose" sarebbero, per numero di denunce ricevute, il Ministero pe il lavoro, la famiglia, gli affari sociali e le pari opportunità, seguito dal Ministero dell'ambiente. Nel capitolo dedicato alle minoranze il maggior numero di istanze riguarda la violazione dei diritti dei rom, segnalate anche diverse violazioni da parte degli appartanenti alla minoranza slovena in Italia. Poche le denunce pervenute da parte dei rappresenanti delle minoranze autoctone italiana e ungherese, in tutto 4, tra cui una di un connazionale che ha presentato ricorso contro la polizia. (ld)