Foto: BoBo
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I dipendenti delle unità amministrative sono insoddisfatti da tempo: questi chiedono che venga immediatamente regolata la situazione retributiva e vengano prese misure per fronteggiare la carenza di personale qualificato. Il sindacato degli enti statali ha evidenziato la problematica delle disparità salariali nei settori amministrativi sloveni, ricordando che la maggior parte delle posizioni vacanti è retribuita al di sotto del salario minimo attuale. Inizialmente, a novembre dell'anno scorso, sono state sette le unità amministrative che avevano aderito all'iniziativa di sciopero, oggi sono 41 rispetto alle 58 presenti nel Paese. 35 sono quelle che hanno deciso di tenere gli sportelli chiusi per l'intera settimana, mentre altre 16 continueranno a scioperare nei mercoledì a venire, fino al raggiungimento di un accordo. Il ministero della Pubblica Amministrazione ha intanto preparato un elenco ampliato di compiti e servizi essenziali che dovranno comunque venir garantiti nonostante la chiusura, tra cui l'erogazione di documenti d’identità. Il sindacato ha sottolineato come al momento prevalga l'opinione che il dicastero competente non abbia ancora preso seriamente le richieste e che continui a ignorare deliberatamente la questione. Per Frančišek Verk, presidente del sindacato, l'imposizione di compiti aggiuntivi, che di norma vengono svolti nelle giornate lavorative, equivale al divieto di sciopero. Durante la visita all'unità amministrativa di Hrastnik, Franc Props, Ministro della Pubblica Amministrazione, ha da parte sua sottolineato come lo sciopero sia un diritto legittimo, dicendosi al contempo sicuro che i responsabili avrebbero comunque assicurato che tutti i servizi vengano forniti anche nel periodo di chiusura. Allo sciopero aderiscono pure gli uffici dei Comuni del Litorale; le unità' amministrative di Capodistria e Isola rimarranno chiuse fino al raggiungimento di un accordo con il governo.

M.N.