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Come è nata l'idea?

- E' stata un'idea indotta dalla ricorrenza per il centenario della Triestina. L'idea era di scrivere un libro che ripercorresse l'intero secolo, perché esistono dei libri che si sono fermati a settanta od ottanta anni. Questo libro ripercorre tutta la storia. L'idea stata accettata con entusiasmo, ma anche con un po' di timore per il poco tempo a disposizione. Ma in qualche modo ci siamo riusciti.

Qual e il fascino che ha della Triestina?

- Seppur carente di trofei e di coppe rispetto ad altre squadre italiane molto discusse e raccontate, ha la stessa importanza perché ha una storia particolare, un vissuto particolare e ha un intreccio con il territorio particolare. Il libro mette in luce questa parte di storia che altre opere avevano involontariamente tralasciato, dedicandosi a una cronistoria più giornalistica e un piglio diverso. Questa opera ha l'intenzione di raccontare la triestinità, quindi la fusione tra territorio, Trieste, la Triestina e i triestini.

Trieste e la Triestina hanno una vocazione polisportiva, anche se oggi spesso ci concentriamo sul calcio. Quali sono le altre discipline nelle quali si è espressa la Triestina?

- E' curioso notare che il calcio, che è il motore della Triestina polisportiva da sempre, non è lo sport nel quale ci sono stati i maggiori successi. Altri sport come nuoto, atletica leggera oppure hockey a rotelle hanno ottenuto risultati maggiori, hanno avuto degli altissimi esponenti e rappresentanti. Purtroppo, per quanto riguarda la Triestina, queste componenti sono andate perdendosi, sono andate a formare altre realtà autonome. Credo che oggi come Triestina esistano solo il calcio e il nuoto, comunque prima c'erano anche il pugilato, le moto, la pallacanestro, il calcio, tanti sport. E' una tradizione che è andata perdendosi, però indubbiamente la Triestina ha una storia molto gloriosa dal punto di vista degli altri sport.

Quali sono stati i periodi con i risultati migliori?

- Sicuramente la prima parte, fino all'arrivo in Serie A, è stata la parte più genuina e identitaria della Triestina. Tra il 1929 fino alla fine del percorso in Serie A, quindi buona parte degli anni '50, è stata la parte sportivamente più alta.

Quali sono stati i momenti peggiori?

- Sicuramente quelli più recenti, se vogliamo considerare come recenti anche gli anni '90, d'altra parte stiamo parlando di un secolo. Il primo fallimento è arrivato nel 1994/95 ma è stato contenuto. Quello che successo negli anni Duemila, con la lenta discesa fino all'ultimo fallimento e a quello strascico di dolore durato 4 o 5 anni tra i dilettanti, con minacce di nuovi fallimenti: sembrava che non vi fosse una soluzione, un futuro, per questa società. Sembrava in balia di personaggi che venivano solo per fare affari e andarsene rapidamente fino all'arrivo di Milanese, che ha ridato dei contorni a un sogno, che si era stoppato decenni fa. Oggi la Triestina sta lottando per andare in Serie B, ha un progetto di ritorno in una categoria degna: per il nome che porta la Triestina, può essere come minimo la Serie B.

L'intervista completa è ascoltabile qui: https://capodistria.rtvslo.si/archivio/a-ritmo-di-sport/174600882