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Alberto Scheriani: Dobbiamo lottare per usare la nostra lingua. Venerdì riunione per risolvere alcune divergenze nate con Lubiana sull'uso dell'italiano nella rendicontazione

20. 09. 2017 17:36


Ventunesima riunione del Consiglio della Can costiera all'insegna delle problematiche che stanno emergendo per quanto riguarda le rendicontazioni delle istituzioni minoritarie e della proposta di modifica alla gestione dei finanziamenti. Una situazione critica che sarà affrontata questo venerdì con una riunione a Capodistria tra i rappresentanti della minoranza e quelli dell'Ufficio nazionalità al fine di rimuovere gli ostacoli insorti in questi ultimi mesi.

 

 

di Barbara Costamagna

 

 

Apertura della riunione del Consiglio della Comunità Autogestita della Nazionalità italiana costiera con la presentazione della proposta del deputato della Comunità nazionale ungherese Laszlo Goncz per modificare la legge sul finanziamento dei comuni, con la distribuzione diretta dei fondi per il binlinguismo e le comunità nazionali autoctone. I rappresentanti della minoranza italiana, comprendendo i problemi specifici degli omologhi ungheresi, hanno deciso di appoggiare la loro proposta, chiedendo, però, di formulare il nuovo emendamento lasciando la possibilità di scelta della modalità di gestione e distribuzione dei fondi, visto che per le istituzioni italiane non sussistono problemi (tranne che per la CAN piranese). La scorsa settimana, inoltre, per volere della CAN costiera si è riunita la commissione governativa per le nazionalità con la quale si è discusso la legittimità della richiesta mossa dai revisori del Ministero alle istituzioni minoritarie di presentare la documentazione necessaria anche in lingua slovena, tanto che i nuovi contratti tra stato e minoranza recitano espressamente che per accedere ai fondi bisogna fornire il materiale in sloveno. La delibera che chiedeva la cancellazione di questa richiesta non è, però, stata accettata e perciò questo venerdì si terrà una riunione a Capodistria per vedere di risolvere la situazione. “Io credo che dobbiamo lottare per usare la nostra lingua”, ha detto il presidente Alberto Scheriani, sostenendo la necessità di riprendere il progetto per l'apertura di un ufficio per il bilinguismo, che si occupi della traduzione dei documenti. Altri consiglieri hanno detto che un tale ufficio, sebbene necessario, non dovrebbe nascere per questa motivazione, ma bisognerebbe che lo stato sloveno garantisse l’applicazione della legge sul bilinguismo sul territorio e quindi che mandasse revisori che conoscano la lingua italiana. I consiglieri di Isola hanno chiesto anche di affrontare nella riunione del 22 settembre i problemi emersi nelle ultime revisioni, dove spese vitali per le comunità sono state considerate inammissibili.