Il mondo dell'arte e della cultura è in lutto per Irina Antonova, uno tra i più grandi e rispettati museologi di tutto il Novecento e dei primi decenni del nostro secolo, studiosa ed esperta riconosciuta a livello mondiale, non solo dell'arte moderna ma anche del Rinascimento italiano. Donna di straordinaria cultura, cosmopolita e poliglotta, aveva mantenuto la sua proverbiale energia anche nei suoi ultimi anni. Irina Antonova ha costruito la reputazione globale del Museo Puškin da lei prima diretto e quindi presieduto, difendendo con tenacia gli interessi della Russia e della sua città natale, Mosca. Nata nel 1922 era entrata
al museo statale delle belle arti Puškin come ricercatrice nel 1945, subito dopo la laurea all'Università di Mosca. Specializzata nell'arte italiana del Rinascimento, ne era diventata direttrice nel 1961. Nel 1974 era riuscita a portare la Gioconda in mostra al Museo. Quella fu l’ultima volta in cui il capolavoro sarebbe stato fatto uscire dalla Francia. Ma la celebrità internazionale della Antonova è collegata al recupero e successiva esposizione in una grande mostra del prezioso Tesoro di Priamo. Nel 1996 le sale del Museo Puškin hanno ospitato solo una parte del tesoro, ma che ne rappresenta il campione più pregiato: i reperti di proprietà russa – 259 in tutto fra recipienti, gioielli e altri manufatti in oro, argento, bronzo e altri metalli – una piccola parte dunque delle migliaia di reperti rinvenuti dall'archeologo Heinrich Schliemann a Troia nel 1873 e che sparì da Berlino nel 1945. In riferimento alle questioni della sua legittima collocazione scaturite all'indomani della grande esposizione da ricordare che nel 1997 il Parlamento russo ha approvato in via definitiva una legge che dichiara di proprietà russa tutti i beni asportati dai forzieri del Terzo Reich e ha così sancito l'attribuzione del Tesoro di Priamo al Museo Puškin.


M.D.

Foto: Tass
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