Il percorso per arrivare all'insediamento della nuova Commissione europea, a guida Ursula von der Leyen, è stato davvero ricco di imprevisti. Sarebbe dovuta entrare in carica già il 1° novembre, ma così non è stato. A bloccare l'insediamento della nuova Commissione UE sono stati: l'ulteriore proroga della Brexit al 31 gennaio 2020 e la bocciatura da parte del parlamento europeo della nomina di Oliver Varhelyi, commissario designato dall'Ungheria.

La svolta è giunta al termine della Conferenza dei presidenti dell'Eurocamera e dei leader dei gruppi politici, con l'annuncio da parte del Presidente del Parlamento, David Sassoli, che mercoledì 27 novembre a Strasburgo il Parlamento darà il voto sul "collegio dei commissari dell'Ue" e, "se il voto sarà favorevole, il nuovo esecutivo potrà iniziare un mandato di cinque anni". Resta, comunque da risolvere il nodo del commissario britannico, non indicato da Londra sulla rotta della Brexit. "C'è un termine che è venerdì 22" ha spiegato Sassoli. "Su questo gli uffici legali" delle istituzioni Ue "sono concordi". Ci sarà una dichiarazione del Consiglio per la formazione della Commissione a 27. Questo per noi è sufficiente, visto il dialogo e le risposte date dalle autorità britanniche". Il portavoce della Commissione europea entrante Eric Mamer, ha precisato: "Restiamo nella logica di un insediamento per il primo dicembre". Intanto la risposta di Londra, per la mancata nomina di un commissario, a seguito dell'apertura della procedura di infrazione Ue, è attesa nelle prossime 24 ore. La votazione del 27 novembre si terrà in plenaria a mezzogiorno, dopo la presentazione da parte di Ursula von der Leyen del Collegio dei Commissari e del loro programma.

Nel frattempo, è stata ufficializzata per venerdì 29 novembre una cerimonia per il simbolico passaggio del testimone tra l'attuale leader del Consiglio europeo Donald Tusk e l'ex premier belga Charles Michel, il cui insediamento ufficiale è previsto per il primo dicembre.


Corrado Cimador


Foto: Reuters