Foto: RavennaToday
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Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi sono alcuni dei Paesi dove i contadini sono scesi in strada a protestare. Anche in Italia hanno iniziato a mobilitarsi, in particolare a Novara, dove oltre 200 trattori si sono dati appuntamento per manifestare sventolando bandiere tricolori e cartelli con gli slogan “No farmers no food”, “Coltiviamo il nostro e il vostro futuro”. Al presidio a Verona, all’esterno di Fieragricola, è arrivato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per incontrare i rappresentanti del movimento dei trattori. “Dobbiamo proteggere il Made in Italy, se non difendiamo questo livello di qualità, il giusto prezzo, il giusto reddito dei nostri agricoltori, noi come nazione perdiamo il senso di esistere” ha sottolineato il ministro.
Tali proteste, iniziate in Francia e Germania, sono riuscite a far muovere qualcosa. La Commissione europea ha proposto di rinnovare per un ulteriore anno la sospensione dei dazi all’importazione di prodotti agricoli ucraini, e delle quote sull’esportazione verso l’Unione europea, il tutto però con dei paletti. Nella proposta verrebbe previsto un “freno di emergenza” per i prodotti come pollame, uova e zucchero. Ciò significa che nel caso le importazioni di tali articoli dovessero superare i volumi prestabiliti, le tariffe verrebbero reimposte in modo che i volumi non superino significativamente quelli degli anni precedenti. Queste proposte verranno ora esaminate dal Parlamento e Consiglio europeo. La Commissione ha annunciato anche un ulteriore proroga riguardante la “deroga alla regola della politica agricola comune”, la quale prevede che per accedere agli aiuti comunitari, gli agricoltori devono lasciare delle quote di terreni a riposo. L’esecutivo comunitario ha proposto di consentire agli agricoltori dell’Ue di avvalersi di deroghe per il 2024 alle norme della politica agricola comune, che li obbligano a mantenere determinate aree non produttive, impegno che esenterebbe le aziende agricole con meno di dieci ettari di terreno coltivabile. A tal proposito, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato l’impegno nel dialogare con gli agricoltori, per garantire loro che la politica agricola comune raggiunga il giusto equilibrio tra la risposta alle loro esigenze e la continua fornitura di beni pubblici ai cittadini.

B.Ž.