Foto: EPA
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Stéphane Bancel, amministratore delegato della società farmaceutica Moderna, ritiene che la pandemia di Covid-19 finirà tra un anno. "Entro la metà del prossimo anno" dovrebbero esserci dosi sufficienti di vaccini in modo che l'intera popolazione mondiale possa essere immunizzata, ha affermato in un'intervista al quotidiano svizzero Neue Zuercher Zeitung. "Presto dovremmo essere in grado di vaccinare anche i bambini dai cinque agli undici anni e - successivamente - quelli dai sei mesi in su", ha aggiunto. "Coloro che non si vaccinano si immunizzeranno naturalmente perché la variante Delta è così contagiosa", ha detto ancora Bancel. "Finiremo così per trovarci in una situazione simile a quella dell'influenza: puoi vaccinarti e passare un buon inverno, oppure non lo fai e rischi di ammalarti e magari di finire anche in ospedale". L'amministratore delegato di Moderna ritiene che tra circa un anno, ovvero nella seconda metà del 2022, si potrebbe tornare alla normalità.
Anche Sarah Gilbert e John Bell, dell’Università di Oxford, che hanno lavorato allo sviluppo del vaccino contro il Covid, poi prodotto da AstraZeneca, affermano che il coronavirus potrebbe ridursi ad una normale influenza, con sintomi di raffreddore nella maggior parte dei casi. Ciò potrebbe accadere già in primavera, soprattutto grazie all’immunità garantita dai vaccini e dalla mutazione del virus.
Parlando del Regno Unito, Gilbert e Bell sono quindi ottimisti sull'andamento della pandemia. Dopo le ultime ondate previste durante l'inverno, i due accademici escludono che l'infezione sia destinata a mutare in una forma ancora più virulenta. "Se guardiamo alla traiettoria dell'infezione - ha detto Bell - vediamo che stiamo già molto molto meglio di sei mesi fa". Le vittime inoltre sono nella maggior parte persone anziane o affette da altre patologie, rispetto alle quali "non è neppure interamente chiaro quanto il Covid sia stato decisivo".


E. P.