Un accordo lampo, annunciato a sorpresa nella capitale bulgara. Il governo di Sofia ha presentato ieri l'accordo con la compagnia saudita “Arkad” per la costruzione del primo tratto balcanico del gasdotto “Turkish Stream”, targato Gazprom, che farà transitare gas russo verso Ungheria e Austria.

L'intesa, sottoscritta ieri dal premier bulgaro Boyko Borisov, in presenza dell'ambasciatore saudita Mesfer bin Abdullah e del ministro dell'Industria russo Denis Manturov, prevede la costruzione di una sezione di 474 chilometri, che partendo dalla Turchia attraversi tutta la Bulgaria fino al confine con la Serbia. Secondo i piani di Sofia, il gasdotto dovrebbe essere completato dalla “Arkad” entro 615 giorni, per un costo complessivo che si aggira intorno agli 1,1 miliardi di euro.

Il nuovo progetto ricalca quasi fedelmente il tracciato del “South Stream”, progetto sponsorizzato da Mosca e naufragato nel 2014 per le resistenze dell'UE, che contestava il mancato rispetto dei regolamenti comunitari sulla competizione in campo energetico.

A differenza del suo predecessore, “Turkish Stream” sembra però avere concrete possibilità di essere completato: la presenza di rappresentanti sauditi e russi alla firma ha portato a speculazioni su un accordo dietro le quinte sull'asse Riad-Mosca, mentre il silenzio di Bruxelles fa pensare ad un tacito “via libera” da parte dell'Unione.

Nel frattempo, il governo bulgaro ha annunciato che il finanziamento dell'opera è assicurato, che il 90% dei tubi è già disponibile e che i lavori per la loro posa inizieranno immediatamente.


Francesco Martino


Foto: EPA