Il confronto, viene rilevato in una nota della presidenza del consiglio, dovrebbe comunque avvenire in presenza, nella sede del Parlamento europeo, non in forma virtuale. Bisogna garantire il tempo necessario per organizzare in maniera adeguata un appuntamento del genere, così da offrire un quadro onnicomprensivo sul tema, si rileva. L'Eurodeputata liberal-democratica olandese Sophie Int Veld aveva confermato la scorsa settimana all'agenzia STA che il comitato da lei presieduto a Bruxelles aveva trasmesso ai rappresentanti del governo sloveno, incluso il premier Janez Janša, l'invito ad una consultazione virtuale sulla libertà dei media in Slovenia, appuntamento fissato per venerdì 5 marzo. La Int Veld ha inoltre precisato che il gruppo si riunisce periodicamente per monitorare la situazione in tema di libertà fondamentali e giustizia. In base alle conclusioni segue un rapporto scritto che il gruppo di lavoro invia al comitato parlamentare Libe che si occupa del rispetto degli standard democratici e delle libertà fondamentali. “Utilizzeremo diverse fonti per valutare la reale situazione e inviteremo a testimoniare diverse persone per farci un idea” ha detto la Int Veld aggiungendo che in questo momento non è prevista una visita in Slovenia a causa della situazione epidemiologica. Come ricordiamo la scorsa settimana il premier sloveno Janez Janša aveva invitato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, a inviare una missione in Slovenia per valutare il grado di democrazia, lo stato di diritto, l'indipendenza dei giudici e la libertà di stampa. Janša rispondendo alle critiche che sono piovute all'indirizzo di Lubiana e che hanno fatto sempre più accomunare la Slovenia alla Polonia e all'Ungheria aveva detto che "Non vogliamo che la saga delle accuse gratuite nei confronti del governo sloveno si allarghi in Europa". E intanto si accende la polemica via twitter che coinvolge il premier Janša e l'europarlamentare belga, Guy Verhofstad dell'Alde, Il Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali e per l’Europa il quale ha scritto su Twitter che l'SDS continua a minare la libertà di stampa, lanciando un appello alla Commissione europea e al Consiglio di agire prima che la Slovenia prenda in mano la presidenza di turno e diventi la terza potenza antidemocratica, dopo Polonia e Ungheria. Immediata la risposta del premier Janša il quale ha invitato Verhofstad a darsi una calmata. Non sei più a capo di una potenza coloniale e la Slovenia non è il Congo, ha risposto il premier sloveno facendo riferimento ai fasti coloniali del Belgio.

Dionizij Botter

Foto: MMC RTV SLO/EPA
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