Foto: Corriere della Sera
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Il presidente è stato accompagnato alla visita del campo di concentramento dalle sorelle Bucci, tra le poche testimoni dell’orrore dell’Olocausto ancora in vita. “Sono stata qui dall'aprile 1944 alla fine della guerra” ha spiegato Tatiana Bucci. “Eravamo in otto della mia famiglia e siamo sopravvissuti in quattro. Per questo per me venire qui è come per un'altra persona andare al cimitero. Sono tornata quaranta volte ormai, la prima era negli anni '90 perché prima io, come tanti altri sopravvissuti, non me la sentivo di raccontare quello che avevamo vissuto”.

Dopo aver visitato il blocco 5, Mattarella ha affermato che “studiarlo è impressionante, ma vederlo è un’altra cosa. Vedere quelle scarpe, quelle scarpette dei bambini, dei neonati sono cose inimmaginabili e bisogna continuare a ricordare, soprattutto che ciò che vediamo è solo una piccola parte”. Il presidente è anche intervenuto alla cerimonia conclusiva della Marcia dei vivi ad Auschwitz, durante la quale ha dichiarato che “siamo qui oggi a rendere omaggio e fare memoria dei milioni di cittadini assassinati da un regime sanguinario come quello nazista che, con la complicità dei regimi fascisti europei che consegnarono propri concittadini ai carnefici, si macchiò di un crimine atroce contro l’umanità. Oggi più che mai l’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo e l’indifferenza, il delirio e la volontà di potenza sono in agguato, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli”. Per questa ricorrenza, nel campo di concentramento erano presenti migliaia di studenti, provenienti da ogni parte del mondo, anche una delegazione di tre scuole superiori italiane. Il presidente Mattarella, rivolgendosi ai ragazzi, ha evidenziato l’importanza di “trasmettere la memoria a chi verrà dopo”. E anche Tatiana Bucci ha parlato ai giovani e ha spiegato che “vedere tutti questi ragazzi e bambini marciare ad Auschwitz per ricordare quello che è successo” l’ha commossa.

La Visita di Stato del presidente della Repubblica si concluderà oggi 19 aprile, giornata che prevede una prolusione all’università Jagellonica di Cracovia, fin quando si sposterà a Bratislava e incomincerà la sua visita nella Repubblica Slovacca.

B.Ž.

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