Una visita che rientra dunque nei preparativi per il prossimo vertice dell'iniziativa sloveno-croata che si svolgerà a Brdo presso Kranj il 12 settembre e che sarà incentrato sull' attuale situazione nell' area dei Balcani occidentali. Preparativi che mercoledì prossimo porteranno Pahor pure a Priština per colloqui con la presidente kossovara Vjosa Osmani. Oggi a Belgrado invece avrà uno scambio di vedute con l'omologo Vučić. La stampa serba sembra non dare molto risalto all' incontro mentre invece secondo l'agenzia di stampa slovena STA potrebbero non mancare toni accesi dopo le affermazioni fatte da Pahor al recente Forum strategico di Bled e dove ha invitato Belgrado ad abbandonare il cosiddetto "mondo serbo" ed attivarsi maggiormente nell' avvicinamento all' Unione europea. Consiglio che non è piaciuto al ministro degli interni Aleksander Vulin secondo il quale il concetto in questione non avrebbe ucciso nessuno mentre l'autodeterminazione e la secessione slovena ha provocato una guerra civile. "Le minacce alla pace nell' area derivano dai costanti tentativi di abolire la Repubblica Srpska e quelli indirizzati alla revisione degli Accordi di Deyton come pure da quelli rivolti a tagliare la Serbia" ha detto l'esponente del governo riferendosi all' entità bosniaca e all' indipendenza del Kossovo. Pahor comunque ha già intascato l'adesione di Vučić al vertice di Brdo al quale interverranno i tre membri della presidenza della Bosnia Erzegovina, i capi di stato di Albania, Montenegro, Kossovo, Macedonio del nord e naturalmente Croazia che è co-organizzatrice del summit. L'iniziativa Brdo- Brioni, infatti, è stata lanciata nel 2010 dall' attuale presidente sloveno Borut Pahor, all'epoca premier e dall' allora sua omologa croata Jadranka Kosor.

(lpa)

Foto: UPRS
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