I cambiamenti nel governo austriaco sono dovuti delle dimissioni del vicecancelliere Heinz Christian Strache e della destituzione del ministro dell'Interno, Herbert Kickl, dopo lo "scandalo Ibiza". Un minuto dopo si sono dimessi tutti gli altri ministri del Partito liberale di estrema destra.
Il capo dello Stato austriaco, Alexander Van der Bellen, ha quindi nominato i nuovi ministri tecnici che hanno già prestato giuramento. La coalizione tra il partito popolare ed i liberali è quindi stata ufficialmente sciolta.

Van der Bellen ha sottolineato che le maggiori sfide per i nuovi capidicastero saranno la crisi climatica, la digitalizzazione e l'impegno per un'Europa più forte. "L'Europa unita è la migliore idea che gli europei abbiano mai avuto", ha sottolineato il presidente, che si è poi detto pronto ad impegnarsi affinché l'Austria assuma un ruolo costruttivo all'interno dell'Ue e collabori attivamente alle riforme e ai cambiamenti nell'Unione.
Gli ex ministri dalle file dei liberali sono stati sostituiti con esperti tecnici di alto profilo. Il nuovo governo austriaco si è già riunito per la sua prima sessione. In cancelliere, Sebastian Kurz, ha affermato che farà di tutto affinché "la crisi del partito liberale non diventi una crisi dell'intero Stato". Secondo Kurz, la priorità principale dell'esecutivo sarà garantire la stabilità del Paese fino alle prossime elezioni.


E. P.

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