Nelle intenzioni della giunta del Friuli Venezia Giulia la nuova ordinanza avrebbe dovuto rendere le regole più semplici, ma, le differenze fra la presentazione e il testo poi effettivamente approvato, e le interpretazioni delle organizzazioni di categoria, sembrano aver alimento la confusione.
I primi dubbi riguardano il divieto di consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici. Il presidente Massimiliano Fedriga non aveva parlato di eccezioni: guardando il testo dell’ordinanza si legge che “è vietata la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico nelle vicinanze degli esercizi di vendita e comunque in luoghi dove siano possibili assembramenti”. Lo spirito della norma sembra evidente, evitare capannelli e gruppi all’esterno dei locali, che attualmente fanno solo servizio da asporto, ma tanto è bastato alla Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Trieste per comunicare agli iscritti che sarebbe vietato solo il consumo statico e in gruppo, ma non mangiare e bere quanto acquistato camminando o individualmente in luoghi isolati.
A Udine in realtà era già stata comminata una multa, ma le forze dell’ordine a Trieste sembrano più disposte a interpretare la norma, consentendo un caffè a passeggio. In città in effetti sono molti i triestini che pur di non rinunciare al caffè del bar hanno deciso di berlo passeggiando, ma una certa elasticità sembra essere subentrata anche ai confini, dove, in particolare ai valichi minori, macchine italiane attraversano frontiera per fare benzina.
Caos anche nello sport: l’intenzione della giunta era di dire “basta fino a nuovo ordine” agli allenamenti di tutti gli sport dilettantistici, con la chiusura dei centri sportivi, pur consentendo attività sportiva e motoria individuale, ma anche in questo caso, anche per le pressioni delle società sportive, il testo dell’Ordinanza ha ribaltato tutto, lasciando le cose invariate rispetto alla normativa nazionale, mantenendo l’allenamento, sia pur in forma individuale e all’aperto, e riportando tutto alla normativa nazionale.
Tutto confermato invece per uno dei punti principali dell’ordinanza, vale a dire il test sulla popolazione di sei comuni: Claut, Castelnuovo del Friuli, Dolegna del Collio, Sutrio, Socchieve e Paularo, meno di settemila persone in tutto. I primi a sottoporsi al test saranno i cittadini d Socchieve, poi via via, nell’arco di due settimane gli altri comuni, con l’intenzione, se l‘operazione si rivelasse utile e fattibile, il test è su base volontaria, di estenderlo anche al resto della regione.
Rimane preoccupante intanto la situazione all’interno delle strutture per anziani: con più di 1300 positivi fra gli ospiti e quasi 600 fra gli operatori, all’interno di 106 strutture, perlopiù, nella seconda ondata, nell’area di Udine e Pordenone.

Alessandro Martegani

Foto: MMC RTV SLO
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