La voglia di completare progetti importanti per la città, l’affetto dei cittadini, ma anche il fascino della competizione con avversari di valore: sono questi gli stimoli che hanno portato Roberto Dipiazza, per tre volte sindaco di Trieste, ad annunciare, con due anni di anticipo sulla fine del mandato, la volontà di correre nuovamente per la carica di primo cittadino del capoluogo giuliano nel 2021.
Un impegno gravoso, ci ha detto, ma che in questa lunga carriera lo ha anche gratificato con risultati e consenso: “Aver cambiano il volto a una città come ho fatto io – dice – è una cosa simpatica: mi dia atto che le scelte che ho fatto, ad esempio sviluppando il turismo, sono state azzeccate, anche se mi dicono sempre che io sono contro l'industria e poi, di fatto, l'unica industria a Trieste l’ho portata io, il pastificio Zara quando ero sindaco di Muggia”.
“C’è la grande soddisfazione nel continuare a cambiare questa città in positivo, con dei numeri positivi, perché bisogna riconoscere che abbiamo una situazione turistica veramente straordinaria. A giorni inaugureremo anche l’Hilton, che è una delle tante scelte positive”.
Lei ha sottolineato l'affetto che i triestini hanno nei suoi confronti: anche questo è un motivo che la spinge a continuare un impegno che comunque è gravoso, gestire una città come Trieste immagino non sia uno scherzo…
“L'altro giorno ho incontrato una signora con tre bambini al semaforo, e mi ha detto ‘grazie il sindaco per quello che fa per noi’: sono quelle cose che per me valgono più di centomila euro, sono queste le vere soddisfazioni. Io avrei potuto andare a Roma, avrei potuto fare altre cose. Anni fa a Muggia ho cominciato a pianificare col sindaco di Capodistria di allora, e nel 96 abbiamo realizzato insieme il piano regolatore delle autostrade, abbiamo pianificato i due piani regolatori di Capodistria e Muggia, e poi abbiamo realizzato la grande viabilità e l'abbiamo inaugurata. Di solito uno progetta, uno realizza, e un altro inaugura: io invece ho avuto l'opportunità non solo di programmare, ma anche di realizzare e fare queste cose, e secondo me sono progetti fantastici, magnifici. Cammino per la città, e vedo che questo l'ho fatto io, quest’altro l'ho fatto io: sono queste le vere soddisfazioni di un politico”.
Lei ricorda il consenso personale, probabilmente chi sceglie Dipiazza vota per lei piuttosto che per i partiti che la sostengono?
“Io sono un uomo di centro destra e avrò l’appoggio del centro destra, dico però che c'è un elemento personale, perché nel 2006, quando ho vinto contro Rosato, e anche prima contro Pacorini, avevo moltissimi voti personali, quando ho fatto la lista ha preso l’11 per cento; quando ho ripresentato la lista nel 2016 contro Cosolini abbiamo fatto il 11 per cento più ottomila voti personali del sindaco. Sono numeri interessanti, questo intendevo dire”.
Lo schema non si cambia quindi…
“Lo schema rimane sindaco di centro-destra con la sua maggioranza ovviamente, però tutto questo dovrà essere deciso al momento opportuno, perché può darsi che ci siano anche altre iniziative valide: ci si metterà attorno a un tavolo e si vedrà chi ha il sondaggio migliore. Magari ci sarà qualcun altro che vuole fare il sindaco: la vita è lunga”.
C’è una cosa a cui tiene e che vorrebbe affrontare nel caso fosse nuovamente eletto?
“C’è una cosa che io voglio fare da anni, probabilmente riuscirò ad avviarla in questo mandato: il campus per mettere 7500 studenti delle scuole superiori in un unico luogo. Sono 12 ettari al centro della città, una vecchia Caserma austriaca poi italiana, vicino alla fiera. Lì vorrei realizzare questo campus per studenti: ci sto già lavorando da mesi, per non dire da un anno. Il secondo progetto è ovviamente il Porto Vecchio. Sono le due cose a cui tengo di più. Poi ci sono altre cose come la galleria di Montebello che ormai parte perché in gara, Roiano parte perché ormai in gara, sono tutte gare europee e sono un sacco di soldi, ma le due cose a cui tengo di più sono il campus per 7500 studenti, praticamente tutte le scuole superiori di Trieste, non tutte ma quasi tutte, e il Porto Vecchio: sarà un rione nuovo della città, una cosa fantastica”.
Chi le piacerebbe sfidare? Lei vede dall’altra parte una personalità in grado di fare un bel confronto ?

“Quelli di cui si parla sono tutte persone che conosco, Francesco Russo, Mitja Gialuz, dalle notizie che arrivano da sinistra sembra che stiano cercando un nuovo contendente, e che sarà un nome nuovo. Sono tutte voci di corridoio, che non so quanto valgano. In ogni caso, dopo aver sfidato Giorgio Rossetti due volte, il presidente degli industriali Federico Pacorini, Ettore Rosato, e aver battuto Roberto Cosolini, mi si deve dare atto che non è che io abbia una gran paura di alcun avversario: ho sempre avuto di fronte degli avversari tosti, quindi anche se mi mettono un avversario tosto non mi preoccupo. Poi, in ogni caso, sono i cittadini che decidono, è questa la bellezza del voto per il sindaco, è la vera democrazia, è il cittadino a decidere: o uno o l'altro”.


Alessandro Martegani


Foto: MMC RTV SLO/Facebook
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