Foto:Wikipedia
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L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, affrontando il caso in Consiglio regionale l’aveva detto: "Questa non è un'aula di Tribunale, se qualcuno ritiene che le norme non siano state rispettate, vada da qualche altra parte", e l’opposizione l’ha ascoltato.
Il caso di Amato De Monte, il nuovo numero uno dell’emergenza regionale, al centro della bufera sia per la procedura di nomina, avvenuta saltando un concorso già in atto, sia per essersi vaccinato solo nelle ultime settimane, finirà in tribunale.
Il Pd, come riportato anche dal quotidiano di Trieste il Piccolo, depositerà nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti di Trieste chiedendo di valutare se ci siano elementi di rilevanza penale e contabile nella nomina di Amato De Monte. Si tratta di un passo deciso dopo un lungo confronto in Consiglio regionale e con la giunta, e terminato con la bocciatura della mozione delle opposizioni in cui si chiedeva all’amministrazione regionale di rinunciare alla nomina riattivando la procedura di concorso.
Fra le ipotesi presenti nel ricorso, che sarà presentato entro luglio, c’è l’abuso d’ufficio per la violazione delle norme nazionali sui concorsi pubblici (il direttore dell’azienda regionale per il coordinamento della salute Giuseppe Tonutti in commissione aveva affermato che i profili dei medici che avevano aderito al concorso erano inadeguati), ma il Pd ha ricordato anche che De Monte, direttore del Dipartimento ad Attività Integrata di Anestesia e Rianimazione a Udine, non avrebbe una formazione specifica sulla medicina di emergenza.
Rimane poi la questione della vaccinazione, a cui alla fine De Monte si è sottoposto, ma ribadendo la sua contrarietà “all'arroganza e alla violenza – ha detto - di una legge discriminatoria e ricattatoria per tutti gli operatori sanitari, ai quali impone un trattamento medico obbligatorio, senza che vi sia alcun supporto scientifico che ne giustifichi il beneficio".
Parole che hanno innescato le critiche di tutta l’opposizione, che ha ricordato i danni alla campagna vaccinale provocati da una simile posizione da parte di un dirigente della sanità, e anche la presa di distanze dello stesso vicepresidente della giunta regionale Riccardo Riccardi: “Sono stato il primo – aveva affermato - a dire pubblicamente che non condivido nulla delle sue posizioni sulla legge sui vaccini che lui considera violenta”.

Alessandro Martegani