Presentato a Trieste, presso la sede delle Acli, il progetto di coalizione per i diritti dei migranti forzati sulla rotta Balcanica. L'iniziativa vede coinvolto il Consorzio Italiano di Solidarietà insieme ad altre realtà impegnate nell'accoglienza di Serbia, Croazia e Macedonia.

I respingimenti illegali delle persone da uno stato all'altro, nei paesi dei Balcani, lungo la rotta dei migranti, stanno diventando sempre più una pratica comune, accompagnata dall'uso della forza, il sequestro di effetti personali, le molestie e le umiliazioni nei confronti dei richiedenti asilo. Pratiche dalle quali non sono esclusi nemmeno donne, bambini e minori non accompagnati. L'obiettivo di questo progetto di coalizione, promosso dalla realtà serba APC, a cui hanno aderito dalla Croazia il CMS, dalla Macedonia il Legis e dall'Italia l'ICS, è quello di migliorare i diritti ed il benessere delle persone in cerca di protezione da persecuzioni di natura etica, religiosa, razziale, politica, linguistica od in fuga da conflitti armati e violenze.
Le quattro associazioni hanno constatato il rapido peggioramento delle condizioni umane delle persone sulla rotta balcanica e le violenze subite per mano delle forze di polizia, con i respingimenti a catena. Il referente del progetto per conto dell'Ics, Matej Iskra, ci ha raccontato come è nata questa collaborazione: “Innanzitutto va detto che, in varie forme, sicuramente meno strutturate, già collaboravamo con queste associazioni, recentemente in due progetti con l'InCE. In qualche modo questa iniziativa è stata propedeutica poi alla nascita della coalizione perché si è creato il clima giusto e si è visto che c'è la possibilità di lavorare assieme e quindi abbiamo deciso di fare questo passo, di creare questa coalizione che comunque rimane ancora, in qualche modo, a livello informale. Vanno aggiunte ancora, ovverosia bisognerà cercare di aggiungere, associazioni della parte slovena, dell'Albania, della Grecia, eccetera, per poter compiere un monitoraggio, diciamo completo, dell'area balcanica”.

Davide Fifaco

Foto: Radio Capodistria/Fifaco