Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco
Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco

Era la Croazia l'obiettivo contro il quale le associazioni impegnate nella tutela dei migranti si sono scagliate nella manifestazione organizzata in Piazza Goldoni a Trieste, poco distante dal Consolato croato.

Una manifestazione pacifica che ha visto alcuni attivisti condividere le proprie esperienze, vissute in prima persona, nel loro impegno ad aiutare chi migra lungo la rotta balcanica, superando vari confini prima di arrivare nella tanto agognata Area Schengen. Un lungo viaggio che spesso termina al confine tra Slovenia e Croazia, visto che, come raccontato dai rappresentanti di queste realtà associative, da anni l'Unione Europea delega alla stessa Croazia il "lavoro sporco" di fermare le persone che tentano di entrare nella UE, respingendole nei paesi che si trovano ancora più a sud, come Bosnia e Serbia.

Violenze e maltrattamenti da parte della Polizia croata ben documentate dalle 1.500 testimonianze raccolte fin dal 2018 dalla rete borderviolence.eu.

Anche arrivare in Slovenia però non significa per chi migra trovarsi al sicuro, sottolineano i manifestanti, visto che le forze dell'ordine slovene, quando rintracciano queste persone, le consegnano in poco tempo nuovamente alla polizia croata che a propria volta le riporta al confine. Un meccanismo che si è insidiato anche in Italia, con le "riammissioni informali in Slovenia".

Inoltre, le associazioni si dicono preoccupate anche per la nuova dirigenza della Questura di Trieste, che dal 30 dicembre è passata nelle mani di Irene Tittoni, esperta in pattugliamenti congiunti interessati da fenomeni migratori.

Ma sui respingimenti anche il consigliere regionale di Open sinistra FVG, Furio Honsell, in queste ore ha depositato un'interrogazione al presidente della Regione, spiegando che "se la Regione risultasse teatro di una violazione dei trattati europei senza precedenti Fedriga non può osservare in silenzio senza intervenire in alcun modo". Honsell conclude chiedendo che in Friuli-Venezia Giulia si eviti possano avvenire gravissime violazioni dei diritti umani fondamentali.

Davide Fifaco

Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco
Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco
Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco
Foto: Radio Capodistria/Davide Fifaco