Tutti diversamente uguali: è questo lo slogan del giro d’Italia in barca a vela Dis-Equality. 100 giorni di navigazione, 100 tappe per superare la distanza fra i cosiddetti normo dotati e le persone con disabilità.
Dis-Equality, nato proprio per sostenere l’inclusione sportiva e superare le differenze, è stato pensato, come ha spiegato il presidente della Lega Navale di Trieste, Pierpaolo Scubini, in occasione dei 100 anni della sezione di Trieste della Lega navale, che sta per far sorgere proprio nel capoluogo giuliano uno dei maggiori centri europei per l’inclusione sportiva. L’iniziativa trae origine dal progetto Amareterapia, nato nel 2012 in seguito a un viaggio lungo l’Italia dall’ideatore Berti Bruss e da Egidio Carandini. Dis-Equality porterà una piccola flotta da Trieste e Sanremo e poi indietro per ritornare nel capoluogo giuliano il 31 agosto.


Berti Bruss, organizzatore di Dis-Equality:

"Sono 100 tappe per 100 giorni, di cui 37 su basi della Lega Navale Italiana, anche perché abbiamo questo progetto legato all'utilizzo della diga vecchia davanti al Porto di Trieste, dove creeremo il centro inclusivo più grande d'Europa. L’avventura è iniziata 7 anni fa, con “Io, i tuoi occhi, tu, l’anima mia”, il viaggio che ho fatto con Egidio Carandini: abbiano iniziato a costruire una strada e ora cominciamo avere fiducia sul futuro”.


Perché secondo lei il mare viene utilizzato spesso per far fronte a problemi umani che sembrano insormontabili?
“Perché il mare ti da un equilibrio, il mare ha diversi aspetti, sia sopra la superficie sia sotto: ci sono tutti i segreti reconditi, quello che non si vede, quello che generalmente nasconde la nostra anima, mentre sopra ci sono l'esplosione di vita, i cambiamenti, le stagioni, le tempeste, le brezze, le onde e tutto quello che crea scompiglio nella nostra anima.”

La cosa più bella è il fatto che questa è un'impresa un po' aperta a tutti: si può partecipare con la propria barca e avvicinarsi in una delle tappe…
“Assolutamente, e questo è possibile proprio grazie all'estensione e alla collocazione delle sedi della Lega Navale Italiana, che ricordo conta ben 266 associazioni e quasi 70 mila soci, è ramificata su tutto il territorio nazionale, ma è unita a un minimo comune denominatore: lo sviluppo e la promozione della vela, e soprattutto dei rapporti sociali e dell’inclusione della disabilità”.

La flotta iniziale del giro d’Italia Dis-Equality, “Tutti diversamente uguali”, sarà composta da sei barche. Capofila della flotta saranno la JustMen con al comando Berti Bruss, e la Desire, con al comando Daniele Scarpa, campione olimpico di k2 con Antonio Rossi, impegnato da anni in programmi di inclusione sportiva come il progetto Desire: a bordo partecipanti con varie disabilità, che potranno avvicendarsi nelle varie tappe, così come al convoglio potranno unirsi per una o più tappe anche altre imbarcazioni, con il solo impegno d’issare la bandiera dell’iniziativa, che punta ad abbattere il muro fra i cosiddetti normo dotati e la disabilità, come ha spiegato Daniele Scarpa: “È un progetto inclusivo, partiranno anche persone con delle difficoltà a deambulare e non solo, il che fa capire che cosa significa avere una disabilità, come rendersi utili o anche come farsi aiutare, perché la cosa bella è apprendere da una persona con disabilità come riesce a superare gli ostacoli, gli stessi ostacoli che farebbero deprimere o rinunciare un normo dotato.”

Lei ha vinto una medaglia d’oro e una d’argento alle Olimpiadi: secondo lei c’è abbastanza attenzione ai risultai degli atleti paraolimpici?
“Secondo me non ci dovrebbe essere differenza, le olimpiadi dovrebbero diventare inclusive, eliminare il termine “para”, chiamarsi Olimpiadi aperte o diversamente Olimpiadi, perché l'obiettivo è stare insieme. Io, mia moglie l'ho conosciuta proprio grazie alle Olimpiadi. Nel ‘96 alle mie ultime Olimpiadi, mia moglie faceva la sua prima esperienza, e ha vinto un oro e un argento. Abbiamo cominciato a incontrarci, siamo diventati poi marito e moglie. Lo sport ci ha fatto conoscere e abbiamo anche varato il progetto Canoa Republic, aperto a tutti, con qualunque tipo di disabilità”.


Alessandro Martegani

Foto: Radio Capodistria/Alessandro Martegani
Foto: Radio Capodistria/Alessandro Martegani