Una seduta fiume contrassegnata da numerose interruzioni e armonizzazioni last minute delle documenatzioni presentate per l'attuazione del bilancio 2020-2021. Una tensione segnata dalle voci di corridoio, vere e proprie speculazioni politiche, che indicavanao la formazione di una nuova coalizione a guida Sds. Voci conferamate dai numerosi incontri avvenuti in settimana tra Janša ed esponenti di spicco dei partiti della coalizione. Le due finanziarie sono state comunque approvate con i voti della coalizione, dei due deputati delle minoranze italiana e ungherese e con i voti dell'Partito Nazionale. Un bilancio da record quello approvato per il 2020 che prevede uscite pari a 10 miliardi e 358 milioni di euro, mentre le entrate dovrebbero ammontare a 10 miliardi e 773 milioni, con una differenza tra entrate e spese di bilanci di 415 milioni circa. Per il 2021 invece sono previste entrate pari a 11 miliardi e 111 milioni, mentre le spese non dovranno sforare il limite di 10 miliardi e 450 milioni, si avrà pertanto un surplus di bilancio di 656,6 milioni di euro. Quattro sono state le proposte formulate dall'opposizione e anche accolte, tra le quali lo stanzianziamento di 400 mila euro destinati ai rifugi alpini e la proposta congiunta avanzata da Nuova Slovenia e dal Partito Nazionale che prevede lo stanziamento di ulteriori sei milioni al Ministero dell'Istruzione per sostenere gli investimenti nelle scuole. Accolte anche le proposte che prevedono lo stanziamento di 6,5 milioni destinati alla discarica di Leženj per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e ulteriori 500 mila euro per il rafforzamento del sistema di assistenza per le persone anziane. Come detto le finanziarie sono state appoggiate anche dai deputati italiano al seggio specifico, Felice Žiža e dal collega ungherese. Žiža riferisce che la Comunità italiana e quella ungherese apprezzano l'aumento dei mezzi destinati alle attività delle due comunità minoritarie.

Dionizij Botter

Foto: DZ/Matija Sušnik