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Editoriale

Con Trump l'America intraprende un nuovo cammino

Donald Trump c'è l'ha fatta. Il miliardario newyorkese che fino a diciotto mesi fa i più consideravano un furbo palazzinaro ossessionato dai soldi e dalle apparenze e' diventato uno degli uomini più potenti del mondo. E lo ha fatto nel suo stile, con tende dorate nello studio ovale ed eccessi verbali, scompaginando i modi di una Washington che in questi anni, forse in questo Trump ha ragione, si è allontanata troppo dal sentire del cittadino medio americano. È proprio a lui ieri ha parlato Trump, promettendogli di essere di nuovo al centro delle scelte del paese e riempiendogli la pancia più che la testa di promesse di tornare a stare bene con lavoro e soldi per tutti. L'America e gli americani prima di tutto, questo il mantra dei trumpiani, anche a costo di dividere il paese, incuranti di quelli che Trump e la sua ideologia proprio non la riescono ad accettare, liquidati come snob radical chic che non hanno mai conosciuto la fatica di sopravvivere. Un presidente Trump, che rappresenta un'anomalia per la politica americana e che si presenta come colui che darà inizio ad un nuovo ordine mondiale. E per fare questo, l'uomo che parla alla classe media si è circondato di tycoon come lui, uomini che farebbero bella figura nel consiglio di amministrazione di qualche azienda ma privi di esperienza politica. Una situazione totalmente nuova che dalle prime ore sembra promettere un futuro incerto e solleva non poche preoccupazioni anche a livello internazionale. A Davos, dove sono riuniti i grandi della Terra, non pochi si sono detti in apprensione per il futuro degli Stati Uniti e non solo, visto che l'onda di quello che Trump chiama il Movimento potrebbe travolgere nei prossimi mesi anche altre realtà, delineando un mondo nuovo ancora tutto da scoprire. 

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