Zagabria preme sull'acceleratore e - approfittando dell'intenzione italiana per la creazione della propria fascia marittima esclusiva - sta già ultimando la documentazione per arrivare a un'intesa armonizzata e condivisa con Roma. Va ricordato che la Croazia già nel 2003 aveva proclamato il famoso ZERP, ovvero la zona di protezione ecologica e della pesca; decisione unilaterale che aveva però suscitato dure proteste da parte italiana e anche slovena e che poi, pure in seguito agli interventi della Commissione europea, era stata sospesa in attesa di un accordo congiunto e ispirato ai principi e allo spirito UE tra gli stati interessati. "Per gli appartenenti all'Unione nulla cambia perché la zona protetta rimane area europea"- spiegano a Zagabria aggiungendo che "quando l'Italia proclamerà la propria Zona economica esclusiva, sia dall'una sia dall'altra sponda dell'Adriatico andranno rispettate le stesse regole inerenti alla pesca e alla protezione del mare comune". Da Zagabria assicurano che la Slovenia sarà messa a conoscenza delle intenzioni e delle decisioni prese con la controparte italiana e che in questo senso non ci dovrebbero essere problemi. Non ci dovrebbero essere problemi neppure sul piano politico interno visto che l'iniziativa dell'HDZ, a parte qualche critica che arriva dall'estrema destra e dal Most, è sostenuta pure dai social-democratici, il maggiore partito di opposizione. Il presidente del Comitato parlamentare per le questioni europee, Domagoj Hajduković, ha ricordato che "è stato proprio il governo di centro sinistra dell'allora premier Račan a voler tutelare per primo, con lo ZERP, il mare Adriatico; ben venga ora il risveglio dell'Italia che evidentemente ha grossi problemi con i pescatori dell'Albania", ha detto l'esponente SDP aggiungendo: "Con l'Italia non abbiamo problemi relativi alla delimitazione dei confini e dunque quella delle rispettive aree economiche marittime non dovrebbe rappresentare grandi difficoltà". Secondo Hajduković diversa è, invece, la situazione con la Slovenia. "Delimiteremo la nostra Zona economica esclusiva in base ai confini che noi reputiamo tali o in base a quella stabilita dall'Arbitrato internazionale? Se sceglieremo la seconda strada accetteremo di fatto la sentenza arbitrale dell'Aja che, invece, è stata respinta dal nostro Parlamento", ha concluso l'esponente SDP. (lpa)


Foto: Reuters
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