Foto: MMC RTV SLO
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L'Histoire du soldat di Pier Paolo Pasolini, un progetto destinato a diventare un film se non fosse sopraggiunta la morte dello scrittore, rinasce in palcoscenico a cura del Teatro Verdi di Pordenone, che nell'anniversario della morte di Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975, propone venerdì, in prima nazionale, una particolare rilettura della celebre opera di Igor Stravinskij a cui Pasolini aveva attinto ispirazione e a cui lavorò fra il 1973 e il 1974: una sceneggiatura pensata appositamente per il suo attore simbolo Ninetto Davoli, che a distanza di anni la riprese in mano per farne una versione teatrale. Le bozze del lavoro pasoliniano contengono diversi elementi caratteristici della sua poetica: quello che emerge in particolare è lo scontro con la televisione e i suoi pericoli. Televisione che diventa, nell'Histoire du soldat pasoliniana, il diavolo in persona, che vuole corrompere l'anima del soldato protagonista.
A partire da quegli appunti l'inedito allestimento della partitura di Stravinskij prodotto in collaborazione con Menoventi dal Teatro Verdi che ospita la prima nazionale, protagonista l'ensemble Zipangu diretto dal musicista pordenonese Fabio Sperandio per la regia di Gianni Farina. Uno spettacolo multimediale in cui si intrecciano musica, recitazione e video, il tutto ambientato nel Friuli caro a Pasolini.
Un progetto-omaggio al poeta di Casarsa che si completa con un libro sulla sceneggiatura pasoliniana firmato dal musicologo Roberto Calabretto ("L'Histoire du Soldat di Pier Paolo Pasolini", Edizioni ETS).