In tanti aspetti del vivere quotidiano l'Istria è in controtendenza rispetto al resto della Croazia, dove ormai non si contano gli episodi di glorificazione del regime ustascia di Ante Pavelić e di fenomeni di estremismo su sfondo nazionalista per i quali Zagabria è stata più volte bacchettata dall'Unione Europea. E il potere fa finta di non vedere, addirittura non mancano i politici che fanno l'occhiolino. L’Istria risponde con il nome di Tito, rimasto nel cuore di tanti abitanti della penisola. In segno di devozione e rispetto verso la sua figura, nel villaggio di Abrega nel parentino, qualcuno ha impiantato un uliveto con 88 alberi quanti erano gli anni del Maresciallo quando è morto, formando il suo nome a grandi caratteri. Tanto grandi da non poter essere letti da terra. La scritta però non sfugge a chi guarda in basso dall'aereo e al satellite di Google che l'ha immortalata. Gli abitanti del borgo raccontano che dopo la morte del maresciallo erano state avanzate varie proposte per ricordarlo in maniera degna. Ed era stata accolta quella di impiantare gli ulivi formando il suo nome. Ogni anno comunque viene eseguita la loro potatura in modo da mantenerne la leggibilità. Questo non è l'unica espressione della devozione nei suoi confronti. Il nome Tito con lettere in pietra è ben visibile su un rilievo dalla vecchia statale Pola - Fiume presso Arsia. E poi ogni anno a Fasana, di rimpetto alle Isole Brioni si svolgono le giornate alla sua memoria.

Valmer Cusma

Foto: Radio Capodistria